Cosa farà Conte dopo l’addio al governo: tornerà a insegnare diritto a Firenze

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L’esperienza di governo per Giuseppe Conte si avvia alla conclusione. Iniziata il 31 maggio 2018 con il governo Lega-M5S e proseguita poi dal 5 settembre 2019 con il governo PD-M5S, Conte ha rassegnato le dimissioni lo scorso 26 gennaio. Adesso, con l’incarico a Mario Draghi, l’addio a Palazzo Chigi pare cosa fatta.

“Il professore Giuseppe Conte ha  portato il suo contributo al servizio del Paese e lo ha fatto con  grande competenza e con una precisa statura morale. Ha svolto il suo compito di presidente del Consiglio al meglio, come gli ha sempre richiesto l’alto ruolo ricoperto”.

Così all’Adnkronos il professore Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze, Ateneo dove il capo del governo uscente è professore ordinario di diritto privato presso il Dipartimento di Scienze giuridiche.

L’incarico di presidente del Consiglio dei Ministri svolto da Conte, sottolinea il rettore Dei, ha dato “sicuramente lustro alla nostra Università ed ha rappresentato un elemento di orgoglio per l’Ateneo”.

“La nostra Università ha avuto ed ha docenti in ruoli importanti dellavita pubblica – ha aggiunto il rettore Dei – Contribuire al funzionamento delle massime istituzioni repubblicane con i nostri docenti è ovviamente motivo di lustro e di orgoglio e lo è stato anche nel caso del professor Conte”.

Ora che il mandato governativo si avvia alla conclusione, per il professore Conte sarà reintegrato nella vita  accademico-universitaria.

In base alla legge 383 del 1980, un docente  che assume la carica di presidente del Consiglio entra in aspettativa obbligatoria. Una volta che la Presidenza del Consiglio comunicherà al Rettorato la decadenza dalla carica, Conte riprenderà automaticamente possesso della sua cattedra universitaria.

In teoria, il professore Conte potrebbe tornare a svolgere attività didattica già dal 22 febbraio, inizio del secondo semestre dell’anno accademico. Questo, però, sarà tutto da vedere in base alla programmazione annuale del suo insegnamento. Nel caso in cui non  fossero previste lezioni per la sua cattedra, Conte si dedicherà alla ricerca, allo studio ed eventualmente ai colloqui con gli studenti.

Secondo quanto raccolto, il premier non accetterebbe alcun incarico, qualora gliene fosse offerto uno, dal presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

Crisi di governo, Draghi accetta l’incarico. Scioglierà la riserva al termine delle consultazioni

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