Cosa c’è di diverso tra SSIS e TFA al punto da dover tirare una “linea” tra GaE e concorso? Lettera

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La “linea” del Sottosegretario Faraone. Non mi riferisco alla linea di condotta politica delle vicende relative alla scuola ma alla linea a cui fa riferimento il sottosegretario a conclusione del suo intervento per chiarire la questione dell'ordine anagrafico usato per mero errore tecnico.

La “linea” del Sottosegretario Faraone. Non mi riferisco alla linea di condotta politica delle vicende relative alla scuola ma alla linea a cui fa riferimento il sottosegretario a conclusione del suo intervento per chiarire la questione dell'ordine anagrafico usato per mero errore tecnico.

Il sottosegretario dice  “Abbiamo ereditato una situazione di caos, di norme contraddittorie, di liste e graduatorie, ognuna con un nome diverso, ognuna con una speranza disattesa. Abbiamo tirato una linea e stiamo mettendo ordine. Nessuno – conclude Faraone – aveva mai osato tanto. E questo è sotto gli occhi di tutti”.

Purtroppo non è tirando le linee che si risolvono i problemi, soprattutto quando la linea fa da spartiacque fra due popolazioni di precari che hanno gli stessi diritti.  E qui vorrei citare ancora un successivo intervento del sottosegretario Faraone, quando, intervenuto a Radio24 per parlare del concorso a cattedra, rispondendo ad una docente che sosteneva il percorso TFA con valore
concorsuale e quindi utile per una assunzione senza una ulteriore selezione, egli tagliava corto, affermando che su 60mila candidati i docenti avranno buone possibilità per passare il concorso (??) e che chi ha fatto il TFA non "ha fatto un concorso, ha realizzato un'abilitazione."

Su quest'ultima affermazione sono d'accordo con lui ma, egli omette un particolare non di poco conto, anche le SISS erano dei percorsi predisposti per “realizzare” delle abilitazioni.  E' risaputo che l'istituzione delle SSIS risale alla legge 341 del 1990, che all' art. Art. 4. Comma 2 recita    “Con una specifica scuola di specializzazione articolata in indirizzi, cui contribuiscono le facoltà ed i dipartimenti interessati, ed in particolare le attuali facoltà di magistero, le università provvedono alla formazione, anche attraverso attività di tirocinio didattico, degli insegnanti delle scuole secondarie, prevista dalle norme del relativo stato giuridico. L'esame finale per il conseguimento del diploma ha valore di esame di Stato ed abilita all'insegnamento per le aree disciplinari cui si riferiscono i relativi diplomi di laurea. I diplomi rilasciati dalla scuola di specializzazione costituiscono titolo di ammissione ai corrispondenti concorsi a posti di insegnamento nelle scuole secondarie.” 

Il decreto del 26 maggio 1998 ne stabilì i criteri generali. La formazione era organizzata a livello regionale, con accesso a numero chiuso (stabilito ogni anno dal Ministero dell'Università e della Ricerca) (Come per i TFA n.d.r).

Per tanti anni le SSIS hanno rappresentato, come sappiamo, il principale canale di abilitazione all'insegnamento nelle scuole secondarie, consentendo l'iscrizione nelle graduatorie permanenti provinciali del personale docente. Tutto ciò fino a quando con la legge 296 del 2006, le graduatorie permanenti furono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Gli ultimi specializzati SSIS ci furono nel 2009. Successivamente il Ministro Gelmini ne decretò la sospensione.

Ora vorrei capire cosa c'è di tanto diverso tra i due percorsi al punto da dover tirare una “linea” che ammette al ruolo chi ha fatto il percorso fino al 2009 e lascia in balìa di un concorso preparato in poco più di un mese coloro che si ritrovano al di la della “linea” a cui il sottosegretario fa riferimento. E non ci possiamo consolare pensando che solo il 40% passerà, nell'altro 60% ci potrebbe essere ciascuno di noi. Vorrei ricordare al sottosegretario che prima di tirare linee sarebbe bene pensarci  non 100 ma 1000 volte!

Massimo Migliorini Un precario abilitato di II fascia G.I.

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