Cosa avrebbero detto della scuola di oggi i pedagogisti del Novecento?

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Libero Tassella – Io non so cosa avrebbero detto di questa barbarie che è sotto i nostri occhi i grandi pedagogisti del Novecento, oggi la scuola italiana purtroppo si sta burocratizzando all’inverosimile e inaridendo sempre più in un formalismo che è legato a una mania di misurare tutto, nella scuola ogni cosa per esistere deve essere misurata e valutata e spesso la valutazione diventa essa stessa la realtà tanto che la realtà si deve piegare ad essa.

Il tutto assume il connotato di un falso, di una falsificazione della realtà, basta leggere un qualsiasi documento scolastico e confrontarlo con la realtà di una qualsiasi scuola, spesso dietro formule declinate con acronimi e con anglicismi non c’è nulla, veramente il nulla. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo una scuola che offre ormai mediocri se non pessimi risultati. In questa follia valutativa si pone la legge 107/2015, paradossalmente chiamata la Buona Scuola che sta gettando la scuola nel caos, questo è stato l’anno di seconda applicazione della legge 107,, ne seguiranno degli altri orribili se non si metterà mano ad una sua abrogazione, una legge irta di contraddizioni

e contraria allo spirito non solo della Costituzione ma di quel pensiero che si elaborò nel secolo scorso di comunità cooperante ed educante, di scuola democratica, di scuola dell’inclusività.

Oggi il modello è uno sfrenato individualismo che si vuole coltivare tra gli insegnanti, una logica di accaparramento e clientelare insieme da cui la scuola nel passato era

immune. E’ un processo però non irreversibile, questa non è e non può essere la scuola dei cittadini questa è la scuola che vogliono le oligarchie,

ecco perché io credo che la legge 107 possa e vada eliminata prima che sia troppo tardi. Prima della firma di Mattarella alla legge furono raccolte

migliaia di firme affinché il Presidente della Repubblica la rinviasse alle Camere, contro si espressero noti giuristi, gli insegnanti con il più grande sciopero che si ricordi nel maggio 2015, sono sorti

gruppi sui social di aperto dissenso, ma una classe politica ottusa e insensibile ha fatto finora finta di nulla.

Mi domando fino a che punto potrà far finta di nulla, io non credo a lungo.

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