Cortometraggio su Rocco Chinnici. Ficarra e Picone: grazie all’impegno dei ragazzi

di redazione
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Valentino Sucato –  Chinnici e i ragazzi presto sono uniti in un progetto cinematografico un vero e proprio mix di sentimenti, ricordi, speranze ma anche ribellione contro il “peggior male di Sicilia”.

Nulla di sorprendente!, Rocco amava tanto i ragazzi che li voleva incontrare nel laboratorio della legalità che è la scuola, perché l’ideatore del pool antimafia aveva ben chiaro dove stesse “la molecola sana in Sicilia”.

Chinnici con Misilmeri, suo paese natale, ha avuto un rapporto di profondo amore, legati da un cordone ombelicale che vive quotidianamente, ancora oggi, attraverso vari simboli come l’intitolazione dell’Aula Consiliare del Comune e di plesso dell’Istituto Landolina, di una piazzetta nel Corso IV Aprile con un busto del magistrato e di un Premio annuale. Eppure Rocco Chinnici va oltre i simboli e gli steccati formali delle ricorrenze: le nuove generazioni hanno un legame forte con quel magistrato ucciso dalla mafia in un caldo 29 luglio del 1983 a Palermo con un’autobomba piazzata davanti alla sua abitazione in Via Pipitone Federico.

Tutto è sicuramente riconducibile al suo stesso agire: è stato uno dei primi magistrati a volere andare nelle scuole a parlare di mafia, a seminare quella voglia di riscatto che le nuove generazioni sono abili a recepire. E quindi l’idea geniale della Trump Ltd. di Ficarra e Picone, di produrre un cortometraggio dove gli attori sono i ragazzi delle scuole misilmeresi, non può che alimentare, nonostante le bombe, il sangue, la strage, quella voglia di rivederlo in vita, di dargli la parola attraverso la pellicola cinematografica che sappiamo rende immortali, uomini, idee e valori.

Nasce quindi “Processo a Chinnici”, ambientato tra la sua gente, girato in quell’Aula consiliare, oggi a lui dedicata, dove si è scritta, in passato, nel bene o nel male la storia di Misilmeri.

“Siamo felici – dicono i due comici Ficarra e Picone– che questo piccolo progetto ci stia dando grandi soddisfazioni. Il merito però va tutto ai ragazzi che si sono impegnati tanto per realizzarlo“.

Dopo il film prodotto dalla Rai, questo lavoro, incide ancor di più nell’anima e nella coscienza perchè i protagonisti sono tutti ragazzini e che punta a spiegare Chinnici con un paradosso come si fa a scuola per spiegare alcuni teoremi matematici: “E’ vero. Vedere Rocco Chinnici, Falcone e Borsellino sotto processo è già un colpo al cuore – dice il ventottenne regista Marco Maria Correnti – Il film ha il valore di mescolare le carte, capovolgere il vero per farlo diventare poi verità assoluta. Parlare di mafia, oggi, sembra quasi sia diventato inutile o retorico, in realtà, invece, cercare di far conoscere questo fenomeno criminale, spiegandolo alle nuove generazioni, è un nostro dovere, un modello morale da perseguire. Il nostro quotidiano lavoro deve trasformarsi in un ponte con le nuove generazioni che, spesso, ma solo apparentemente, sono attratti da questioni futili e invece percepiscono e apprezzano l’impegno civile. Per avere un futuro senza Cosa Nostra bisogna allontanarsi dal passato ma mai dimenticarlo, anzi, bisogna tenerlo sempre vivo. Cinema e arte raccontano storie che servono poi ad aiutare, come in questo caso, a migliorare le coscienze”.

Un giovane regista si pone, quindi, di fronte ad un grande personaggio che ha ferito mortalmente la follia assassina della Cupola e dei suoi picciotti grazie a all’intuito del magistrato che aveva capito che sottrarre e confiscare il patrimonio avrebbe significato affogare Cosa Nostra.

“ Le scolaresche – continua Correnti – sono il cuore pulsante della vera antimafia, perchè senza etichette ed innocente, vergine e repellente a qualsiasi forma di violenza. Saranno i giovani a spostare ancor di più l’asse della legalità verso confini ancora più chiari e trasparenti. Vedo nei ragazzi la voglia di girare le spalle al passato, noi però li dobbiamo incoraggiare, aiutare per crearsi gli anticorpi necessari”. Il cortometraggio nel suo svolgersi è volutamente sconvolgente, paradossale e antistorico, in quanto a finire sotto processo è proprio Rocco Chinnici, accusato di aver sovvertito l’ordine precostituito dello Stato che alleato coi cosiddetti “Poteri forti” controaccusa Chinnici, scegliendo il migliore Pubblico Ministero a sua disposizione che con rabbia (nella vita è una ragazza di 13 anni) e odio mette in evidenza la realtà stessa vissuta da Rocco Chinnici nel suo quotidiano lavoro all’interno del Palazzo di Giustizia: molti lo avversavano, lo spiavano, lo ostacolavano cercando di impedirne il grande lavoro.

La sceneggiatura è di Giovanni Furnari che ne descrive il suo valore sempre attuale: “Chinnici era l’uomo che metteva al centro della società civile il giovane, lo studente, la scuola e il suo pilastro portante: la legalità. Ancora oggi, Rocco, nonostante siano passati tanti anni, è un innovativo ed è anche una sorgente di idee e di proposte.

Parlare di lui per me è stato facile perchè la sua trasparenza e la sua comunicazione, chiara e comprensibile, erano abbinati a strumenti innovativi capaci di infliggere duri colpi alla criminalità ma anche a capire i siciliani. Quando siamo andati a scuola per proporre ai ragazzi il progetto del cortometraggio siamo rimasti sbalorditi: loro dodicenni sapevano di Rocco Chinnici quanto noi”. Chinnici come da vivo, continua dopo 35 anni dalla sua morte a creare pagine nuove nella società siciliana a far parlare di sé come se oggi fosse ancora tra i giovani in quella Piazza Comitato a Misilmeri dove lui amava passeggiare anche se il poco tempo a disposizione glielo impedisse. E già in giro circola la voce che il lavoro sarà presentato in un festival internazionale.

Attori:
Rocco Chinnici: Christian Sidoti
Pubblico Ministero: Beatrice Adamo
Avvocato: Martina Milazzo
Paolo Borsellino: Emilio Pio Ferrara
Giovanni Falcone: Davide Cancilla
Agata Passalacqua (moglie di Rocco Chinnici): Alice Lo Cascio
Carlo Alberto Dalla Chiesa: Marco Bonafede
Presidente: Alessia Furnari
All’interno del cortometraggio, sono intervenuti con interviste reali i figli di Rocco Chinnici:  Giovann e Caterina Sceneggiatura: Giovanni FurnariRegia:Marco Maria Correnti Direttore della fotografia: Fulvio Bellanca

Direzione artistica: Rosita Ferraro,  Deborah Ragusa, Giovanni Furnari

Articolo tratto dal Giornale di Sicilia dell’8 luglio 2018

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