Corte europea dei diritti dell’uomo. La buona scuola che esclude e discrimina: non è così che si risponde al problema del PRECARIATO. Lettera

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Le crepe che si rendono sempre più evidenti nel piano assunzionale della legge 107/15, tutti i governi che si sono stati troppo impegnati nel continuo tentativo di vanificare i diritti acquisiti dai precari.

Il Piano contenuto dalla legge 107/15 non ha risolto il problema del precariato storico, perché ha lasciato insoluto il dramma dei CCOCO precari storici da 27 anni. FIGLI DI UN DIO MINORE (SIC!)

Perchè non si stabilizza chi ha maturato il diritto nel rispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea?

I COCOCO , mi auguro, suffragati sia dagli Organi di Stampa, dai Sindacati dai Social e per ultimo dalla Magistratura, (Imparziale e Giusta) proseguiranno la loro battaglia di dignità, che ha un notevole valore sociale, per la mole di lavoro e professionalità che vi è coinvolta e svolta negli anni.

La legge n.107/2015 non ha risolto nessuno dei problemi del precariato scolastico, anzi li ha aggravati creando situazioni di abnorme discriminazione, e neanche marginalmente ha inteso prendere a cuore le giuste aspettative dei COCOCO e garantire i loro diritti irrinunciabili e giusti. Chi ha svolto più di 36 mesi di lavoro deve essere STABILIZZATO.

Il fallimento della soluzione giurisprudenziale adottata dalle Sezioni unite della Cassazione, evidenziando che, se non interverrà la Corte costituzionale a riportare l’ordinamento interno a condizioni di tutela accettabile ed equivalente a quella dei precari nell’impiego privato, il contenzioso subirà un aumento esponenziale con decine di migliaia di cause in tutte le sedi giudiziarie, compresa la Corte europea dei diritti dell’uomo e nuovamente la Corte di giustizia, a causa della flagrante violazione delle regole del giusto processo e della normativa comunitaria da parte del Giudice di ultima istanza.

Voglio ricordare lo straordinario atto di stile e di dignità del Presidente della Repubblica che, con il decreto n. 29/C/2016 di cui ha dato informazione soltanto il giornale Il Fatto quotidiano, ha disposto la stabilizzazione dei precari del Quirinale che hanno superato i 36 mesi di servizio, in applicazione della normativa interna e dei principi europei, nonostante l’Organo costituzionale non sia obbligato ad attuarli.

Lanciando in questo modo un chiaro segnale per tutti nella direzione della stabilizzazione di tutti i rapporti precari nel pubblico impiego, anche nei confronti della Corte costituzionale, di cui il Presidente Mattarella era Giudice ed Estensore dell’ordinanza di rinvio pregiudiziale Ue, decisa dalla sentenza Mascolo, che le Sezioni unite si rifiutano di applicare assecondando il legislatore della pessima riforma della cattiva scuola e della precarizzazione dei rapporti di lavoro pubblici e privati del Jobs act”.

UNA GIUSTIZIA RITARDATA E’ UNA GIUSTIZIA NEGATA…e la Giustizia è per definizione GIUSTA!

L’idea di Giustizia si configura nello Stato, e uno Stato è solido quando i cittadini sono sicuri, matematicamente sicuri, che, cercando la Giustizia, l’avranno. Solo collaborando a questa missione ci potrà essere la solidità dello Stato.

Ma se la Giustizia perisce, è la società tutta che si scioglie, si corrompe e precipita nel caos molecolare.

L’efficienza dello Stato, quindi si manifesta, quando chiamato in causa, è in grado di garantire, i bisogni primari dei cittadini.

E’ compito dello Stato essere garante e propulsore del progresso umano, infatti frenando le deviazioni arbitrarie, è capace di attuare le condizioni collettive al progresso stesso.

Se lo Stato deve punire e costringere quando la Giustizia sia violata, deve anche persuadere ed educare perché la Giustizia sia amata e spontaneamente attuata.

Troppi anni sono trascorsi in attesa che quella Dea che ha in una mano una spada per punire nell’altra ha anche una bilancia per pesare…NOI CHIEDIAMO LA STABILIZZAZIONE CON TUTTI I DIRITTI DI LEGGE!

CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE INTENDA!!!!! CHI PUO’ FARE FACCIA SENZA PIU’ INDUGI O SOTTERFUGI!

Grazie per l’attenzione

F.to Vincenzo Minici

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