La Corte dei Conti condanna un prof per spese private con i soldi di un progetto UE

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Red – La Corte dei Conti della Toscana ha condannato un professore, insieme ad un preside e un direttore amministrativo accusati di non aver controllato adeguatamente i rendiconti, a risarcire una scuola della Toscana per spese non conformi a un progetto dell’Unione Europea per prevenire il doping tra i giovani e gli sportivi.

Red – La Corte dei Conti della Toscana ha condannato un professore, insieme ad un preside e un direttore amministrativo accusati di non aver controllato adeguatamente i rendiconti, a risarcire una scuola della Toscana per spese non conformi a un progetto dell’Unione Europea per prevenire il doping tra i giovani e gli sportivi.

La scuola era stata costretta a rimborsare alla Commissione Europea 67.383,43 euro,che non avrebbe dovuto spendere.
 
 Il progetto, realizzato dal 2001-2002 dall’istituto scolastico in convenzione con l’Ue, prevedeva convegni, pubblicazioni, viaggi attinenti. Ma, con un’indagine sollecitata nel 2006 da un dirigente scolastico, la procura della Corte dei Conti della Toscana ha rilevato che c’è stato un danno alla scuola  relativo a costi sostenuti nell’ambito del progetto anti-doping poichè emergevano "spese non eligibili, perche’ o prive dei giustificativi, o effettuate fuori periodo del progetto o non attinenti".
 
Così l’Ue smise di finanziare il progetto e chiese la restituzione delle somme, tra cui vi erano 400 euro a seduta che il comitato del progetto si autoliquidava, altre spese private come taxi non documentati, o voli Roma-Pisa e viceversa "ingiustificati", un viaggio del professore capofila del progetto a Santiago del Cile, viaggi a Copenaghen e Bruxelles. E ancora, spese per consumazioni e catering, e anche per due computer portatili: per la Corte dei Conti su questi costi è stato fatto un "impiego illegittimo" di somme destinate al progetto concordato con la Ue.
 
La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha stabilito quindi che il professore dovrà risarcire l’80% del danno; i due dirigenti, il 10% per uno.
 
Nel processo contabile la procura aveva stigmatizzato "la sfrontatezza e la dolosità della condotta" del professore, ritenuto il maggior responsabile, "per aver messo a carico del progetto spese sicuramente private o comunque estranee" (ad esempio quelle relative a viaggi che nulla avevano a che fare con l’iniziativa). Quanto agli altri due – il preside e il direttore amministrativo – la procura contabile ha evidenziato la "grave colposità della condotta". 

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