La Corte dei Conti al comune di Buccinasco: paghi il finanziamento alla privata per non ledere la collettività

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – La Corte dei Conti ha stabilito che il comune di Buccinasco deve finanziare la scuola parrocchiale del paese per limitare i disagi alla collettività.

Giulia Boffa – La Corte dei Conti ha stabilito che il comune di Buccinasco deve finanziare la scuola parrocchiale del paese per limitare i disagi alla collettività.

 La Corte dei Conti, con parere 503/2012, ha riconosciuto il principio generale secondo cui "se l’azione è intrapresa al fine di soddisfare esigenze della collettività rientranti nelle finalità perseguite dal comune", allora "l’erogazione di un finanziamento non può equivalere a un depauperamento del patrimonio comunale". E questo "in considerazione dell’utilità che l’ente o la collettività ricevono dallo svolgimento del servizio pubblico o di interesse pubblico effettuato dal soggetto che riceve il contributo".
 
La Corte ha  chiarito che, sul piano della "qualificazione soggettiva del percettore del contributo comunale", è "indifferente" la "natura pubblica o privata del soggetto che riceve l’attribuzione patrimoniale", in quanto a contare è "lo scopo del finanziamento medesimo, il quale deve essere orientato a perseguire i fini dell’ente pubblico", in questo caso garantire il diritto all’istruzione dei bambini di Buccinasco e l’effettiva libertà di scelta ai loro genitori, riconosciuti anche dalla Costituzione agli articoli 33 e 34. In tal senso, "non sussistono preclusioni alla possibilità di erogare contribuiti alle scuole materne non pubbliche al fine di assicurarne il funzionamento", ribadisce, infine, la Corte.
 
 
Ora tocca al sindaco decidere, dopo che il commissario straordinario Francesca Iacontini, a marzo del 2012, aveva tagliato dal bilancio la storica convenzione voluta nel 1982 da una giunta di sinistra e che garantiva ai genitori un’effettiva parità di scelta fra scuola paritaria e statale. L’antica convenzione aveva sempre coperto le differenze tra le rette pagate dai genitori e le spese rendicontate dall’asilo (permettendo così di mantenere rette pari a 57 euro mensili e garantendo l’effettiva parità di scelta) era giunta a stanziare fino a 570 mila euro per un solo anno.
 
E’ in preparazione una convenzione provvisoria, della durata di un anno, che prevede uno stanziamento fisso annuo molto più basso rispetto al precedente: poco più di 30 mila euro più 500 euro per alunno e un ulteriore contributo mensile compreso tra gli 80 e i 140 euro per alunno, a seconda della fascia di reddito dei genitori. Ma la parte variabile del contributo è legata al completo riempimento degli asili statali: cioè, se rimangono spazi vuoti nelle aule statali, il contributo è ridotto del 50 per cento e addio parità scolastica.
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