Corsi Tfa V sostegno, Anief: Università cominciano a programmare offerta formativa

Sostegno, boom supplenze: più di 60 mila i docenti non abilitati

Comunicato – Anief avvisa il Miur. Bisogna chiedere agli Uffici scolastici provinciali la consistenza degli organici, il fabbisogno in base alle richieste presenti nel PEI di ognuno dei 280 mila alunni con handicap. In caso contrario faremo annullare il bando dai giudici, come avverrà per quello emanato dal ministro Bassetti.

Mentre nella Legge di Bilancio 2020 vengono consolidati in organico di diritto appena mille dei 60 mila posti sul sostegno agli alunni disabili che vengono assegnati ogni anno in deroga, le Università si mettono al lavoro per l’attivazione del V ciclo di specializzazione dal quale dovranno uscire oltre 20 mila docenti – in possesso dell’abilitazione all’insegnamento oppure della laurea comprendente 24 CFU universitari – col titolo di esperto di didattica speciale: dopo la richiesta agli atenei, da parte del Miur, di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi, le strutture accademiche cominciano a fornire le risposte, “ma toccherà sempre al Ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti la responsabilità di andare a valutare le effettive esigenze territoriali a differenza di quanto non fatto dal suo predecessore”, ricorda Marcello Pacifico.

“Quello che c’è da capire – commenta il leader dell’Anief – è se anche stavolta ci ritroveremo con regioni intere con un numero maxi di posti vacanti e di aspiranti, a fronte dei pochissimi posti messi a bando. In occasione del precedente ciclo specializzante, in diverse regioni, soprattutto al Nord, migliaia di candidati si ritrovarono in competizione per aggiudicarsi poche centinaia di posti messi a bando. Dinanzi a quel forte squilibrio nell’assegnazione dei posti dell’ultimo ciclo di specializzazione nel sostegno, Anief si è opposto in tribunale. E anche stavolta, se il grave errore dovesse ripetersi, non starà a guardare. Ad ogni modo sarebbe opportuno permettere a tutti di conseguire la specializzazione su sostegno, senza numero programmato, a partite proprio da quei precari che si sono ritrovati a fare i supplenti senza titolo”.

Le prime notizie sull’attivazione del V ciclo di specializzazione sul sostegno arrivano dall’Università di Palermo, che per l’anno accademico 2019/20 si dice disponibile ad organizzare i corsi anche per la secondaria, mentre lo scorso anno c’erano stati posti solo per infanzia e primaria. L’Università, scrive Orizzonte Scuola, ha indicato in 950 posti la capienza massima di corsisti nell’anno accademico 2019/20. Se autorizzati dal Ministero, i posti saranno così suddivisi: 200 per la scuola di infanzia; 350 per la scuola primaria; 200 per la scuola secondaria di I grado; 200 per la scuola secondaria di II grado.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è bene che i 14.224 posti autorizzati con il decreto n. 92/2019, che il ministro Lorenzo Fioramonti ha detto di volere incrementare con 7.000 idonei della precedente tornata – i quali pur in posizione utile non si sono iscritti o sono risultati vincitori di più procedure e hanno esercitato le relative opzioni -, vengano assegnati ai territori sulla base dei posti e di insegnanti specializzati effettivamente necessari. E non più soltanto secondo le disponibilità espresse dagli atenei. Contro quella modalità, che ha creato gravi squilibri, Anief è ricorsa già in Tribunale, con il primo atto andato a suo favore dopo avere presentato apposito ricorso ad adiuvandum”.

I POSTI IN DEROGA

All’esiguità dei docenti specializzati, che quest’anno ha portato ad assegnare l’80 per cento delle cattedre scoperte a docenti precari privi del titolo di didattica speciale, si aggiunge il vulnus della Legge n. 128 del 2013, la causa che porta ogni anno ad avere cattedra su tre nell’organico di fatto anziché in quello di diritto, che quindi assegna 60 mila posti a supplenza fino al 30 giugno, senza possibilità alcuna che quelle cattedre, seppure libere, possano essere utili alle stabilizzazioni. Ecco perché l’Anief aveva chiesto di modificare il decreto n. 126 salva-precari: l’emendamento prevedeva che il mancato possesso della specializzazione su sostegno non avrebbe dovuto costituire motivo di esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario. Con l’esigenza estrema di immettere in ruolo il più alto numero di docenti di sostegno, Anief aveva chiesto di subordinare l’immissione in ruolo al conseguimento della specializzazione per almeno diecimila precari.

LE SENTENZE

A chi non vuole soccombere, però, rimane il tribunale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25101, ha spiegato che non è possibile fare modifiche quando il piano individualizzato dello studente disabile è stato stabilito: cancellare tutte o parte delle ore settimanali previste dalla programmazione educativa è, semplicemente, un atto illegittimo. Inoltre la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80/2010, ha dichiarato inammissibile fissare un limite numerico ai docenti di sostegno. Come se non bastassero questi due pronunciamenti, anche le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 25011 del 2014, hanno già definitivamente chiarito come “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. E pure la pubblicazione della sentenza di quest’anno del Tar Sicilia, la 140/19, che impone di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno, non ha avuto seguito.

I RICORSI

Al fine di tutelare alunni disabili e docenti, l’Anief quest’anno ha presentato ricorso contro lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno, al quale è possibile ancora aderire gratuitamente ad adiuvandum. A questo proposito la Cassazione, con la sentenza n. 25101, ha appena confermato l’illegittimità della decisione degli Uffici scolastici di ridurre le ore settimanali stabilite dal Pei. Chi volesse informazioni, può scrivere a [email protected] Infine, per venire incontro anche alle famiglie costrette a ritirare da scuola i figli per protesta, il sindacato ha confermato l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, proprio per far rispettare le ore di sostegno indicate nella diagnosi funzionale di ogni alunno.

LA DENUNCIA

La triste prassi delle ore non assegnate, dei ricorsi e dei posti in deroga è stata messa bene in evidenza dall’inchiesta di Report, andata in onda di recente su Rai3, durante la quale il ministro dell’Istruzione Lorenzi Fioramonti ha “girato” il problema al titolare del Mef Roberto Gualtieri. Durante la trasmissione “SOStegno”, firmata da Giulia Presutti per il programma d’inchiesta Report, si è parlato anche dei numeri crescenti delle cattedre: 270mila studenti con disabilità che frequentano le scuole pubbliche, seguiti da 100 mila insegnanti di sostegno, un numero insufficiente, integrato in deroga con la nomina altri 75mila supplenti, per provare garantire a tutti in extremis il diritto costituzionale allo studio, di sicuro non la continuità didattica. E sono, appunto, le deroghe, figlie della Legge 128 del 2013, che limita al 70% i posti in organico di diritto, anche quando sono libere e senza titolare.

LE PROVE DA SUPERARE E IL CORSO DA SVOLGERE

Premesso che gli idonei dovranno essere ammessi allo stesso ateneo in cui hanno superato le prove, tranne motivata deroga che sarà gestita tra le istituzioni accademiche, in base al decreto ministeriale del 30 settembre 2001, la prima prova d’accesso ai corsi di sostegno del 2020 sarà quella del test preselettivo, composto da 60 quesiti formulati con 5 opzioni di risposta. Di questi, almeno 20 sono volti a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 (zero) punti. Il test ha la durata di due ore. I candidati che supereranno il test accederanno alla prova scritta e orale, sugli argomenti del bando. Per quanti supereranno le prove per accedere al corso universitario, il corso durerà non meno di otto mesi e rilascerà, con l’acquisizione di 60 Cfu, il diploma di specializzazione per le attività di sostegno per il grado di istruzione frequentato (è possibile sceglierne solo uno, anche se si risulta vincitori per più gradi).