Corsi recupero, poche scuole li organizzano per tutte le materie. Studenti a lezione privata

di redazione
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Comunicato Skuola.net – L’estate, per gli studenti, non è solo il momento delle vacanze e del divertimento. Perché c’è un altro elemento che accomuna molti di loro in questo periodo: la sospensione in giudizio, il cosiddetto “debito”.

Se dovesse essere confermata la tendenza degli anni passati – certificata dalle statistiche ufficiali del Miur–quasi 1 ragazzo su 4 delle scuole superiori (da ordinamento, infatti, il giudizio sospeso è previsto solo per questo livello di studi) tra la fine di agosto e l’inizio di settembre si ritroverà a dover sostenere gli esami di riparazione. Ma come si avvicinano gli studenti (e le famiglie) all’appuntamento? Skuola.net lo ha chiesto a 1000 di loro.

La maggior parte, proprio per questo motivo, sta passando un’estate all’insegna degli esercizi e del ripasso. Solo il 44% si prenderà qualche giorno di vacanza, tutti gli altri non chiuderanno i libri per tutta la pausa estiva. C’è chi li porterà con sé in villeggiatura (28%) e chi invece rinuncerà ad allontanarsi da casa per focalizzarsi sul recupero (28%).

Un’estate di studio intenso che vedrà oltre la metà dei ‘rimandati’ (53%) andare alla ricerca di ripetizioni private, per aumentare le chance di successo. Questo perché gli istituti non sempre organizzano dei corsi di recupero interni: appena il 21% dei ragazzi ha potuto usufruire di lezioni di ripasso per tutte le materie; mentre nel 54% dei casi i corsi sono stati attivati solo per alcune discipline. Sempre meglio di quel 25% che non ha avuto la possibilità di seguirne neanche uno, visto che la scuola non li ha organizzati.

Ma trovare un docente per svolgere lezioni private o farsi aiutare nel ripasso non è sempre impresa semplice: 1 studente su 4 ammette di aver dovuto cercare a lungo prima di rintracciare il tutor che facesse al caso suo; mentre il 17% ha detto di non averlo ancora trovato. In loro soccorso, però, potrebbe venire la tecnologia. Tra chi non svolgerà le classiche lezioni frontali con il tutor privato, infatti, il 22% dice che potrebbe essere invogliato proprio dalle ripetizioni online (magari via Skype).

Nel frattempo, per aiutare questi ragazzi ad affrontare un’estate così stressante, Skuola.net ha realizzato un decalogo “Anti-Bocciatura”.

Ecco, dunque, i dieci utili consigli che aiuteranno gli studenti in crisi (ma anche, di riflesso, le loro famiglie) ad organizzare meglio il ripasso e ad affrontare questo momento con minore ansia.

Il Decalogo ‘Anti-Bocciatura’

1. CALCOLA LE ORE DI STUDIO IN BASE AL NUMERO DI MATERIE
Chi ha una sola materia da recuperare, è bene che studi 2 ore al giorno. Chi ha invece 2 materie, dovrà impegnarsi intorno alle 3 ore, iniziando al mattino con un’ora e mezza, per concludere la sera. Con 3 materie, servono almeno 4 ore di studio giornaliere (due la mattina e due la sera). In questo modo, non si acquisirà solamente l’informazione nuda e cruda, ma si contestualizzerà il concetto nel periodo o nel discorso logico della materia.“

2. NON USARE UN SOLO TESTO DI RIFERIMENTO
All’esame, si farà una gran bella figura se ci sarà l’occasione di citare altre fonti oltre al testo adottato dal docente. È sano, pertanto, cercare in biblioteca (o sui quotidiani) altri testi o articoli. E poi c’è Internet, che sicuramente può dare altri punti di vista sullo stesso argomento.“

3. CONFRONTATI CON QUALCUNO SULLE MATERIE DI STUDIO
Studiare non è solo un atto solitario. Al contrario, serve il confronto con il telegiornale, il quotidiano, ecc. Ma soprattutto con altre persone, con i genitori, con gli amici. Chi studia confronta e ragiona. E’ necessario (e urgente) avere qualcuno con cui discutere della materia e del docente.“

4. ORGANIZZA IL TEMPO IN BASE ALLA MOLE DI STUDIO
Attenzione, attenzione, attenzione e ancora attenzione! Non si studia gli ultimi giorni di vacanza prima dell’esame. Si studia ogni giorno. Tra le prime cose da fare, bisogna contare le pagine del testo di riferimento e dividerle per un numero di giorni pari a quelli che mancano all’esame di settembre.“

5. FAI SEMPRE RIASSUNTI DI QUANTO STUDIATO DURANTE IL GIORNO
Non si tratta di fare un tema d’italiano, ma di brevi riassunti. Per avere un quadro schematico delle nozioni acquisite basterà infatti un insieme di frecce e richiami, frasi cerchiate e collegate tra loro. In pratica, la sintesi di quanto compreso giorno per giorno.“

6. USA I COLORI
Il colore stimola la fantasia ed emoziona la mente. È importante che, mentre si legge un testo, ci si armi di evidenziatore o matite colorate, sottolineando i vari passaggi con tonalità cromatiche diverse. Senza esagerare, però: c’è il rischio di confondersi. Le stesse variazioni cromatiche vanno riportate sugli appunti. Il colore è vita e vivere vuol dire essere migliori (quindi studiare).

7. RIPETI AD ALTA VOCE GUARDANDOTI ALLO SPECCHIO
Il solo riassunto (colorato) giornaliero del carico di studio assegnato non è sufficiente per incamerare bene i concetti. Prima di redigere il sunto è perciò sano guardarsi allo specchio e ripetere a voce alta gli argomenti del giorno. È in questa fase che sarebbe bello ci fosse un genitore o un amico: la sua comprensione del concetto è per noi misura della nostra capacità di spiegazione e convincimento.

8. FAI DEI PARALLELISMI DEL CONCETTO STUDIATO
In fondo questo aspetto è stato già indicato, ma serve sottolineare l’importanza della capacità dello studente di saper fare confronti. Altro aspetto già indicato, ma che va ricordato ancora, è il bisogno di evidenziare le sole parole o concetti importanti, anziché colorare l’intera pagina. Produrrebbe l’effetto contrario, annullando la concentrazione e addormentando l’attenzione.”

  1. AFFIDATI A UN TUTOR, MA COL GIUSTO CRITERIO
    Attenzione a come si gestisce questo passaggio. Il corretto impiego di un docente di supporto deve avvenire in due tempi. Si inizia da un primo ciclo di lezioni (in genere cinque da 2 ore ciascuna) per costruire le basi concettuali della materia. Svolto questo lavoro di approfondimento in luglio o agosto, in prossimità dell’esame è opportuno procedere ad altri tre incontri (da 2 ore ciascuno), specifici sull’esame da sostenere. Il solo intervento del docente in assistenza, senza un’idea chiara di come volerlo ‘sfruttare’, potrebbe esporre a insuccesso lo studente. È bene saperlo.”

 CALCOLA LA GIUSTA QUANTITA’ DI ORE CON IL DOCENTE

  1. In genere un rapporto di 1 ora d’insegnamento privato ogni 5 (o al massimo ogni 10 di studio individuale) rappresenta una buona scelta strategica. Spesso accade che l’allievo non studi per nulla da solo, ma esclusivamente con il docente privato. Sono casi molto dispendiosi per la famiglia. Il bravo tutor è anche quello che, nell’arco delle prime 12-18 ore intensive, riesce a rilanciare lo studio privato del ragazzo/ragazza, per rientrare nelle proporzioni indicate.”
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