Corsi PAS per abilitazione docenti, mozione respinta

Stampa

Mozione per corsi PAS in provincia di Bolzano respinta dal Consiglio Provinciale. Rimane l’iter nazionale, basato sui concorsi a cattedra finora banditi, straordinario e ordinario.

Questi i lavori del Consiglio:

Con la mozione n. 347/20: Corsi PAS in Provincia di Bolzano, un percorso verso l’autonomia federale dell’insegnamento in Italia (EMENDATA) presentata oggi in Consiglio, Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle), evidenzia che per accedere all’insegnamento, in seguito alla formazione specifica, sono previsti tre percorsi abilitanti, vale a dire vincere il concorso straordinario (in questo caso si consegue sia l’abilitazione che il ruolo), oppure risultare idonei non vincitori nel concorso straordinario e superare l’apposito iter abilitante, oppure ancora partecipare alla procedura straordinaria abilitante e superare l’apposito iter abilitante, spiegava poi che l’iter abilitante richiesto agli aspiranti docenti incanalati in questi percorsi consiste in tre condizioni 1. contratto in corso, a tempo indeterminato o determinato (fino al 30 giugno o 31 agosto);

2. conseguimento dei 24 CFU per l’insegnamento;

3. superamento di una prova orale di abilitazione.

Anche il concorso ordinario per la scuola secondaria dà la possibilità di conseguire l’abilitazione, non solo ai vincitori: gli idonei non vincitori, infatti, grazie al superamento di tutte le prove con il punteggio minimo, si vedranno riconosciuta la relativa abilitazione all’insegnamento, nella classe di concorso per cui hanno partecipato. In questo caso, non viene richiesta la partecipazione a nessun ulteriore iter abilitante.

Nel 2019, il Ministero si è inoltre anche impegnato a organizzare un nuovo Percorso Abilitante Speciale (PAS), pensato per i cosiddetti precari storici, al fine di abilitare insegnanti che già lavorano da anni ma che non hanno ancora ricevuto l’abilitazione.

In Alto Adige, il decreto legislativo 18/2018 ha permesso che i percorsi formativi degli insegnanti di ogni ordine e grado dei tre gruppi linguistici andasse in capo alla Provincia: gli Assessorati alla scuola in lingua tedesca e in lingua ladina hanno messo in pratica questa norma, che permette di discostarsi dalla tempistica dei concorsi nazionali prevedendo anche un fabbisogno provinciale e azzerando quindi i precari, ma quella in lingua italiana no.

Pertanto, il consigliere proponeva (VERSIONE EMENDATA) di impegnare la Giunta “ad attivare un tavolo di progettazione con UNIBZ per la realizzazione dei percorsi PAS (Corsi di formazione per il conseguimento dell’abilitazione ai sensi dell’art. 12/bis DPR 89/1983 – delibera provinciale 89/2019) anche per gli insegnanti precari della scuola italiana con almeno tre annualità di servizio nonché per l’integrazione del nuovo Percorso abilitante per la scuola secondaria (istituito con delibera provinciale 206/2020) in modo tale da consentirne la frequenza anche agli aspiranti insegnanti di madrelingua italiana”.

Gli interventi

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia) ha evidenziato che il tema era oggetto di confronto da tempo, e che l’obiettivo era la parificazione delle condizione delle scuole dei tre gruppi linguistici, anche riguardo al corpo docente. Non si tratta però di sottrarre il sistema formativo altoatesino da quello nazionale, la competenza rimane dello Stato. La questione va comunque risolta, anche per arrivare al medesimo, livello di occupazione proporzionata al numero di alunni, degli altri gruppi linguistici. La scuola italiana appare a volte alla rincorsa, incapace di sfruttare certe opportunità.

Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha fatto riferimento a un gruppo storico di precari rimasto in questo limbo, che li esclude dal sistema locale e da quello natzionale allo stesso tempo. La strada per sbloccare la situazione è far riconoscere dei percorsi di formazione simili a quelli della scuola in lingua tedesca e ladina anche per la scuola in lingua italiana. Va considerato che lo Stato è più rigido sulla scuola in lingua italiana rispetto a quella in lingua tedesca e ladina, con l’obiettivo di mantenerla ancorata a quella nazionale, quindi provvedimenti che valgono per le altre due scuole vengono osteggiati per quella in lingua italiana. Questi corsi si fanno intesa col Ministero: bisogna quindi intervenire in maniera forte a Roma, per convincerlo della necessità di questi percorsi formativi anche per la scuola in lingua italiana. Bisogna farsi sentire fino a ottenere il risultato.

Alex Ploner (Team K) ha appoggiato la mozione, rilevando che nella formazione degli insegnanti ci sono tre strade a seconda del gruppo linguistico cui è associata la scuola, e, rilevando che si formano oggi gli insegnanti del futuro, ha auspicato che in futuro ci sia una scuola plurilingue, con docenti plurilingui. Oggi anche nella formazione il pensiero è inscatolato, mentre ci vorrebbe un percorso interamente plurilingue.

L’ass. Giuliano Vettorato ha spiegato che i PAS servono a ridurre il precariato, ma a livello nazionale. Se si dovessero abilitare anche a livello locale, potrebbero iscriversi nelle graduatorie locali anche i precari di tutta Italia. Questo ovviamente non è il problema della scuola in lingua tedesca e ladina. Pertanto, aprire i PAS non conviene, se non con percorsi abilitanti locali, come proposto da Dello Sbarba: “Su questo mi sto muovendo”. È stata interpellata la LUB, che ha però bisogno di tempo, e c’è bisogno di concordare il tutto con il MIUR. La Provincia autonoma di Trento ha fatto questo percorso, che poi però è stato impugnato. Appena sarà possibile di nuovo muoversi sul territorio, egli si sarebbe recato a Roma per parlare con il Ministro. Per il triennio 21-24 è stato calcolato l’effettivo fabbisogno, prevedendo due classi di con corso, con un concorso straordinario per 56 posti e uno ordinario per 22, sempre a tempo determinato. In entrambi i casi è possibile conseguire anche l’abilitazione. Inoltre, la lp 24/2006 prevede che chi supera un concorso straordinario possa concludere il percorso anche in Alto Adige, e questo è un modo per venire incontro anche a chi è precario in Alto Adige da qualche anno. La proposta in esame è corretta ma non praticabile, produrrebbe liste molto più corpose. L’assessore si è detto disponibile a un confronto anche con i consiglieri Nicolini e Urzì per valutare la situazione.  Nicolini ha ribadito che si tratta di una situazione particolare, che esclude questi precari dalle strade percorribili sia in provincia che in Italia. L’accesso ai PAS da lui proposto andrebbe limitato a chi ha tre anni di esperienza in provincia. Lo stesso senatore della Lega Pittoni ha fatto forte pressione per l’attivazione di questi percorsi; questi insegnanti, una volta abilitati, potrebbero piuttosto richiedere il trasferimento in altre zone d’Italia. La scuola Italiana non deve più essere considerata una Cenerentola, e questo richiede scelte coraggiose.

Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 12 sì, 16 no e 3 astensioni

Stampa

Eurosofia. Acquisisci punteggio in tempi rapidi per l’aggiornamento Ata: corso di dattilografia a soli 99 euro. Iscriviti ora