Corsi in sola lingua inglese, il Politecnico di Milano non si dà per vinto

di Elisabetta Tonni
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Si dice che le sentenze debbano essere rispettate, ma al Politecnico di Milano non va proprio giù quella del Consiglio di Stato con cui ha bloccato l’organizzazione di alcuni corsi di laurea solo in lingua inglese. 

Per rilanciare l’iniziativa su cui si sono pronunciati un po’ tutti, dal Miur all’Accademia della Crusca, l’Advisory Board dell’ateneo ha acquistato una pagina intera del Corriere della Sera per lanciare un appello a sostegno dell’insegnamento in inglese.

Fra i primi a sostenere l’iniziativa – come riportato sul FattoQuotidiano.it – sono stati alunni ‘storici’ del Politecnico fra cui l’architetto (nominato anche Senatore a vita) Renzo Piano e l’ex presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Assieme hanno lanciato questo messaggio: “L’ingegneria, l’architettura e il design sono parte del Made in Italy che può e deve competere sui mercati internazionali. Per questo la conoscenza della lingua inglese diventa essenziale e garantisce il diritto al lavoro”.

Il motivo che ha portato alla bocciatura dei corsi anglofoni è stato identificato soprattutto in un rischio danni per il tessuto sociale del Paese.

Per il Rettore del Policlinico, Ferruccio Resta, è necessario salvaguardare almeno la libertà di scelta all’interno delle singole facoltà: un principio che ha consentito di conquistare risultati buoni negli ultimi anni.

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