Corsi formazione Medicina, Tar boccia decreto ministeriale

di redazione
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Il Tar del Lazio ha bocciato il decreto ministeriale sull’accesso ai corsi di formazione in medicina generale.

E’ quanto si legge su Sole24Ore.it dove viene precisato che la contestazione riguarda la parte relativa alla preferenza della minore anzianità di laurea in caso di parità di punteggio.

Lesa la meritocrazia

A fare ricorso è stato uno studente siciliano che aveva partecipato a uno dei corsi e si era visto escludere dalla graduatoria proprio per l’anzianità del titolo accademico conseguito. Gli avvocati che hanno assistito il ricorrente si sono appellati al criterio della meritocrazia che verrebbe meno se fosse rimasto in vigore il criterio della minore anzianità del titolo di studio. Il Tar ha dato loro ragione.

Secondo i giudici, “il criterio di preferenza della minore anzianità di laurea non appare legato a nessun principio oggettivo di merito, ma a circostanze soggettive e fattuali irrilevanti ai fini dell’accesso ad un corso formativo destinato a costituire a sua volta titolo di valutazione per l’inserimento nella professione medica di base“.

Il commento degli avvocati

Secondo gli avvocati, “Volendo dargli una logica, potrebbe essere individuata nella circostanza che la minore anzianità di laurea dovrebbe corrispondere ad un aggiornamento più recente. Paradossalmente, tuttavia, si dimentica che se è questa la ratio, l’aggiornamento più recente deve essere riferito anche al post lauream. Un criterio che andando a valorizzare semplicemente la data di conseguimento del diploma di laurea, non tiene in considerazione la reale preparazione dei vari concorrenti: è irragionevole che soggetti operanti nel medesimo settore, ossia quello medico, subiscano regole diverse nella disciplina dell’accesso ai corsi di formazione post lauream, quando si verificano situazioni di ex aequo“.

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