Corsi di recupero pagati con i contributi dei genitori, presidi: “Da qualche anno non vediamo soldi dallo Stato”

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Per i corsi di recupero non ci sono i soldi statali e così si utilizzano i contributi volontari versati dalle famiglie. La situazione preoccupa però i dirigenti scolastici di alcune scuole di Treviso che, interpellati da Il Gazzettino, spiegano le difficoltà incontrate negli ultimi anni a causa della mancanza di fondi.

Qualcuno pensa di dover chiedere contributi alle famiglie dei ragazzi con insufficienze: “Ci stiamo ragionando – dice Mario Dalle Carbonare, preside del liceo Da Vinci –Altrimenti rischiamo di fare dei corsi non della qualità che vorremmo. Il punto è che per dar vita a corsi di recupero credibili bisogna tirare fuori dei soldi. Questi arrivavano dallo Stato, dato che in particolare i corsi di giugno sono obbligatori. Ma da qualche anno non vediamo più nulla. Così dobbiamo pagarli con il nostro bilancio. E in questo caso l’unica voce disponibile è il contributo dei genitori“.

Nella circolare sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2023/24 si evidenzia che “i contributi scolastici delle famiglie sono volontari e distinti dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l’eccezione dei casi di esonero“.

E sempre il Ministero specifica che “in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi possono dunque essere richiesti solo ed esclusivamente quali contribuzioni volontarie con cui le famiglie, con spirito collaborativo e nella massima trasparenza, partecipano al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta formativa degli alunni, per raggiungere livelli qualitativi più elevati“.

Difficoltà anche al liceo Giorgione: “Organizziamo i corsi di recupero attingendo anche al fondo derivante dai contributi versati dalle famiglie -dice il ds Franco De Vincenzis- negli ultimi anni non abbiamo più visto finanziamenti dedicati a questo. Fortunatamente riusciamo a garantire le attività con fondi nostri“.

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