Corsi di formazione lingua inglese nella scuola primaria: i rilievi dei sindacati

Di Lalla
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Lalla – Il 26 giugno si è svolto un incontro Ministero – sindacati sulle problematiche relative ai corsi di formazione per la lingua inglese nella scuola primaria. L’Amministrazione ha fornito alcuni dati, suddivisi per regione, relativi ai corsi di formazione già attuati e in corso di attuazione. Prossimo incontro il 4 luglio, durante il quale dovrebbe essere sottoposta alle OOSS una bozza di circolare. I comunicati dei sindacati.

Lalla – Il 26 giugno si è svolto un incontro Ministero – sindacati sulle problematiche relative ai corsi di formazione per la lingua inglese nella scuola primaria. L’Amministrazione ha fornito alcuni dati, suddivisi per regione, relativi ai corsi di formazione già attuati e in corso di attuazione. Prossimo incontro il 4 luglio, durante il quale dovrebbe essere sottoposta alle OOSS una bozza di circolare. I comunicati dei sindacati.

SNALS – In particolare, la nostra rappresentante ha:

· evidenziato che l’art. 64 del CCNL prevede inequivocabilmente: “ 1. La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità ”. Dunque trattasi di diritto e non di dovere ;

· ricordato che la Legge finanziaria 30.12.04, n. 311, al comma 128 ha introdotto i corsi di formazione linguistica, ma è altrettanto vero che la riconversione professionale tocca esclusivamente il personale in esubero e, tranne che in alcune province, a seguito della mobilità per l’a.s. 2012/2013, non vi sono esuberi di docenti di scuola primaria; pertanto, permane una situazione di contrasto tra Legge e Contratto, originata in un periodo di tempo in cui il secondo aveva il potere di superare la prima;

· sottolineato che, in ogni caso, ci si trova talvolta, in alcune realtà, in situazioni incontrollate ed incontrollabili che producono danno ai docenti e, conseguentemente, al servizio scolastico.

Inoltre, per quanto attiene la scelta dei docenti da avviare alla formazione, ha fornito le seguenti priorità:

1. docenti che volontariamente chiedono di partecipare. In tal modo, fra l’altro, si seguirebbe il dettame contrattuale, secondo cui la formazione è un diritto del docente;

2. docenti neo immessi in ruolo;

3. docenti in ordine inversamente proporzionale all’anzianità, sia perché è presumibile che il giovane abbia più recettività verso le innovazioni rispetto al meno giovane, sia per un vantaggio dell’Amministrazione che fa un investimento duraturo nel tempo e, quindi, produttivo;

4. docenti che, nel loro corso di studi, abbiano appreso l’inglese.

E’ COMUNQUE NECESSARIO CHE LE SCUOLE ADOTTINO DEI CRITERI DI TRASPARENZA NELLE SCELTE.

Ha richiesto, inoltre:

· un possibile esonero dalla frequenza per gravi motivi: l’obbligare alla frequenza tale personale, in momenti di difficoltà, significherebbe avere una platea coatta ed assolutamente improduttiva e favorire l’assenteismo;

· che l’orario tenga conto non solo delle esigenze dei formatori, ma sia mediato fra tutti i partecipanti;

· dare indicazioni ai Dirigenti scolastici di favorire la partecipazione con la possibilità di flessibilità oraria concordata con gli interessati, a norma del CCNL (Art. 64, commi 5 e 6);

· evidenziato i contenuti dell’art. 64 del CCNL, con particolare riguardo al comma 3, che prevede “ Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti. Qualora i corsi si svolgano fuori sede, la partecipazione ad essi comporta il rimborso delle spese di viaggio”;

· chiesto, in conseguenza, all’Amministrazione di provvedere al rimborso delle spese di viaggio e, possibilmente, incentivare la partecipazione ai corsi con il pagamento di un corrispettivo economico, sia pure forfettario;

· chiesto a ll’Amministrazione di monitorare i corsi per verificarne la qualità;

· sottolineato, con forza, la necessità dell’emanazione di una circolare che, per i corsi di prossimo avvio o anche già avviati, verifichi l’assoluta volontarietà dei docenti individuati, che manifestino nuovamente il loro interesse a partecipare al corso;

· preso atto con soddisfazione che le regioni relative all’obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) avrebbero, a detta dell’Amministrazione, grazie ai fondi europei, attuato già una larga parte di quanto richiesto dallo SNALS-CONFSAL, e, in conseguenza, per non creare disparità di trattamento, chiesto di rivedere la situazione delle altre regioni reperendo per le stesse, fondi provvedere al rimborso delle spese di viaggio e, auspicabilmente, per l’incentivazione del personale.

FLC CGIL – La FLC CGIL chiede ormai da due anni che il MIUR dia una risposta ad una serie di questioni sorte sui corsi di lingua inglese per i docenti della scuola primaria. Vogliamo ricordare che per effetto dei tagli all’organico, l’amministrazione ha inopinatamente deciso di tagliare, in organico di diritto, tutti i posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria e contestualmente avviato dei corsi di lingua inglese solo, tra l’altro, per i docenti a tempo indeterminato.

La situazione in organico di fatto nell’anno scolastico 2011/2012 è la seguente: 6937 posti di specialista di lingua inglese contro i 9608 dell’anno scolastico 2009/2010 e 11431 ore residue contro le 12843 del 2009.

Negli ultimi mesi la nostra organizzazione ha inviato ben due lettere al MIUR ponendo una serie di problemi relativi alla gestione ed organizzazione dei corsi:

  1. la formazione del personale docente è normata dal CCNL, Capo VI, artt da 63 a 71, come un diritto di cui fruire; ne consegue che, in assenza di un nuovo testo contrattuale, l’obbligatorietà è inaccettabile ;
  2. la necessità che si parta nell’individuazione del personale dalla disponibilità volontaria, prevedendo la partecipazione anche del personale a tempo determinato , analogamente a quanto stabilito per i corsi CLIL;
  3. la non obbligatorietà a reiterare il corso per coloro che hanno avuto esito negativo al termine del corso;
  4. la piena applicazione dell’art 64 comma 3 del CCNL, che prevede il rimborso delle spese di viaggio qualora i corsi si svolgano fuori sede.

Il contingente avviato ai corsi per il 2012 è di 16.000 docenti di cui 6000 nelle regioni Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia). In queste regioni le caratteristiche e la gestione dei corsi sono completamente diverse: per esempio viene riconosciuto il rimborso spese per il personale, non c’è coercizione a reiterare il corso etc.. Alla luce di tutto ciò risulta evidente la necessità di prevedere trattamenti analoghi del personale in tutto il territorio nazionale.

La FLC CGIL ha chiesto che si invii al più presto una comunicazione per chiarire la non obbligatorietà alla frequenza dei corsi, inclusi quelli già avviati (punto tra l’altro ammesso dalla stessa amministrazione) e che si dimezzi il numero del contingente, includendo in ogni caso anche il personale a tempo determinato, utilizzando le risorse risparmiate per attribuire il rimborso spese ai partecipanti.

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