Corruzione, per 1 persona su 5 la mazzetta è tollerabile quando serve a trovare lavoro al figlio. Indagine ISTAT

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La corruzione continua a essere un problema persistente in Italia, come evidenziato dall’ultima indagine dell’Istat sul biennio 2022-2023. Sebbene la percentuale di famiglie che hanno subito tentativi di corruzione sia diminuita rispetto al passato, scendendo al 5,4%, emergono però alcuni dati preoccupanti.

Uno dei risultati più allarmanti è la percezione che la corruzione sia accettabile se serve per trovare lavoro a un figlio. Circa un italiano su cinque (21,1%) ritiene tollerabile offrire o accettare denaro in cambio di un’occupazione per un familiare. Tale atteggiamento di giustificazione della corruzione è particolarmente rischioso, poiché alimenta un circolo vizioso di pratiche illegali.

Come segnala True Numbers, l’indagine ha rilevato che il settore più esposto alla corruzione è quello della giustizia, con il 4,8% delle famiglie che ha ricevuto richieste di denaro o regali. A seguire, troviamo i benefici socio-assistenziali (2,7%), gli uffici pubblici come la motorizzazione (2%) e la sanità (1,3%).

A livello regionale, il Lazio detiene il primato negativo, con il 10,4% delle famiglie che hanno subito episodi di corruzione, seguito da Basilicata (7,1%), Campania (6,6%) ed Emilia-Romagna (6,7%). Inoltre, le famiglie residenti nei centri delle aree metropolitane sembrano essere più esposte al fenomeno rispetto a quelle delle periferie.

Nonostante i progressi compiuti, la corruzione rimane un ostacolo significativo per lo sviluppo equo e trasparente del Paese. È fondamentale intensificare gli sforzi per contrastare questa piaga, sensibilizzando la popolazione sui rischi associati e rafforzando le misure di prevenzione e contrasto. Solo attraverso un’azione congiunta e una ferma determinazione sarà possibile sconfiggere la cultura della corruzione e promuovere una società più etica e meritocratica.

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