Coronavirus, congedo 15 giorni per figli sino a 16 anni: condizioni, fruizione e retribuzione

Coronavirus, 15 giorni di congedo per figli sino a 16 anni:  condizioni, modalità fruizione, retribuzione, congedo parentale già fruito, genitori con figli disabili.

Decreto

Il decreto legge varato dal Governo, decreto legge n.18 del 17 marzo 2020, reca misure di potenziamento del sistema sanitario e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese.

Come detto all’inizio, è previsto per i lavoratori privati e pubblici un congedo specifico non superiore a 15 giorni, in seguito alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche.

La misura, per quanto riguarda il personale scolastico, interessa il personale ATA e docente. Gli insegnanti, sebbene a casa, stanno svolgendo l’attività didattica a distanza, che impegna più di quella in presenza (per svariate ragioni); pertanto, non sempre è possibile riuscire ad accudire i figli e svolgere il lavoro per la scuola. Lo stesso dicasi per gli ATA che, sebbene svolgano il lavoro agile (non tutti però), potrebbero avere la necessità di accedere al predetto congedo. Il discorso cambia, per questi ultimi (almeno per una parte di essi, ad esempio i collaboratori scolastici), nel caso il dirigente decida di chiudere la scuola, in quanto non vi sono attività indifferibili.

Le disposizioni sul congedo per i lavoratori pubblici sono dettate dall’articolo 25 del decreto legge, articolo che rimanda in parte all’articolo 23.

Giorni di congedo e validità della misura

Il decreto legge prevede un congedo non superiore a 15 giorni per i figli di età non superiore a 12 anni.

Gli stessi giorni di congedo sono previsti per coloro i quali hanno figli minori di età compresa tra 12 e 16 anni, sebbene cambino le condizioni economiche (come vedremo di seguito).

La misura è valida a decorrere dal 5 marzo e sino al termine della sospensione delle attività didattiche, ossia sino al prossimo 3 aprile. Quindi i giorni di congedo possono essere richiesti e concessi sino al 3 aprile 2020.

Modalità di fruizione

Il congedo:

  • può essere fruito alternativamente da entrambi i genitori, sempre entro il limite massimo di 15 giorni;
  • può essere fruito in modo continuativo (15 giorni di seguito) oppure in modo frazionato (ad esempio un primo periodo di 5 giorni, poi si rientra al lavoro e poi si va di nuovo in congedo).

Condizioni

Per poter fruire del congedo (oltre naturalmente all’esistenza di figli d’età sino a 12 anni e tra 12 e 16 anni), è necessario che nel nucleo familiare:

  • non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
  • non vi sia altro genitore disoccupato o non lavoratore;
  • nessuno dei genitori lavoratori stiano già fruendo di analoghi benefici.

La fruizione del congedo è possibile anche per i genitori affidatari.

Retribuzione

Per i genitori con figli di età non superiore a 12 anni, i giorni di congedo sono retribuiti al 50% della retribuzione, calcolata secondo quanto previsto dall’articolo 23 del decreto legislativo n. 151/2001, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo. Tali giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa.

Per i genitori con figli di età compresa tra 12 e 16 anni, i giorni di congedo non sono retribuiti e per tali giorni non è prevista contribuzione figurativa.

Congedo parentale già fruito

Nel caso in cui, a decorrere al 5 marzo, quindi durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche,  siano stati fruiti periodi di congedo parentale (ai sensi degli articoli 32 e 33 del decreto legislativo 151/01), gli stessi periodi:

  • vengono convertiti nel congedo specifico previsto dal decreto con diritto all’indennità  suddetta (50% della retribuzione);
  • non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

Genitori con figli disabili in condizioni di gravità

I limiti d’età succitati, ai fini della fruizione dei giorni di congedo suddetti, non sono previsti per i genitori con figli disabili in situazione di gravità accertata ai sensi della legge 104/92, che siano iscritti a scuole di ogni ordine e grado oppure ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Tali giorni di congedo sono concessi in aggiunta ai premessi previsti dalla legge 104/92, come estesi (12 giorni in più nei mese di marzo e aprile) dal decreto legge.

Indicazioni modalità fruizione ed erogazione indennità

L’erogazione dell’indennità, leggiamo nel decreto, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo sono a cura dell’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro. 

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