Coronavirus, viaggi d’istruzione annullati: vanno comunque rimborsate alle famiglie le somme anticipate. Nota USR

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L’USR Campania ha pubblicato una nota sul rimborso di titoli di viaggio e pacchetti turistici, in seguito alla sospensione dei viaggi d’istruzione, come misura di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID 19.

Le azioni più opportune che le amministrazioni scolastiche possono adottare sono contenute nel Decreto Legge n. 9 del 2 marzo 2020, art. 28 (Rimborso titoli di viaggio e pacchetti turistici), ancora in fase di conversione, che testualmente prevede, al comma 1, che “Ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre stipulati… dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle
aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;(lettera d)… e … dai
soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19 (lettera f)”;

ancora, al comma 5, “I soggetti di cui al comma 1 possono esercitare, ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6. In caso di recesso, l’organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell’articolo 41 del citato decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante”.

Le scuole dunque potranno esercitare il diritto di recesso previsto dall’articolo 41, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (c.d. Codice del Turismo), prima dell’inizio del pacchetto di viaggio, nonché eccepire, qualora non ci fossero i presupposti per l’esercizio del diritto di recesso, la causa di risoluzione contrattuale per impossibilità sopravvenuta della prestazione, di cui all’articolo 1463 del codice civile, che rende doverosa la restituzione delle somme anticipate ed è, trattandosi di impossibilità per factum principis, opponibile ad ambedue le parti del contratto, in quanto anche i tour operators non sono nelle condizioni di adempiere alla prestazione, che forma oggetto dell’obbligazione contrattuale, ossia garantire la fruizione del pacchetto turistico all’istituzione scolastica, sia sul territorio nazionale, che all’estero.

Peraltro,  l’obbligo di rimborsare le somme già anticipate potrebbe ritenersi rientrante nei rischi relativi e/o connessi alle attività e agli adempimenti necessari per l’esecuzione delle prestazioni oggetto dei singoli contratti stipulati dalle scuole.

Di conseguenza, l’inadempimento a detto obbligo di rimborso, tra l’altro contrario anche ai canoni generali di correttezza e buona fede, potrebbe esporre la controparte sia al pagamento delle penalità previste dalla disciplina di tutela dei pacchetti turistici, sia ad una futura azione risarcitoria in sede civilistica.

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