Coronavirus, Vespignani: “Dati imprecisi e tardivi ma li usano tutti i paesi”

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“Dall’inizio dell’epidemia abbiamo a che fare con dati che lasciano a desiderare” dice in un’intervista a la Repubblica il professor Alessandro Vespignani, che insegna a Boston alla Northeastern University e si occupa di modelli informatici di diffusione delle epidemie

“Ma ci rendiamo conto che raccoglierli è un lavoro complesso – precisa subito dopo – e la situazione è dura per tutti. Sappiamo che questi parametri riflettono una situazione che risale ad almeno una settimana prima. Possiamo cercare di ridurre questo ritardo, ma non eliminarlo”. 

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