Coronavirus, Uil Scuola Puglia: scuole aperte, ATA al lavoro ma riscaldamenti spenti

comunicato –  In un momento così delicato e di emergenza causato dal coronavirus, che l’appello alla responsabilità lanciato dal presidente della giunta regionale Michele Emiliano non identifichi il personale ATA e i dirigenti scolastici come lavoratori di serie B.

Non è assolutamente concepibile che per dieci giorni e, forse anche oltre, nelle scuole (dove ricordiamo sono sospese solo le attività didattiche) si debba lavorare in condizioni che possano incidere negativamente sulla salute dei lavoratori, costretti a operare al freddo e in ambienti umidi perché qualcuno, incomprensibilmente, avrebbe deciso di chiudere i riscaldamenti.

Non si aggiungano problemi su problemi per questi lavoratori che con grande senso di responsabilità e abnegazione continuano quotidianamente, senza alcun dispositivo di protezione individuale, a stazionare in corridoi lunghi e larghi, in laboratori e a lavorare su scrivanie che, spesso, non rispettano le distanze di sicurezza, continuando a ricevere il pubblico e a garantire l’ordinaria amministrazione, fondamentale per la regolare chiusura dell’anno scolastico nonché per l’avvio del prossimo. Né si può pensare che la soluzione possano essere le ferie d’ufficio che, come noto, rappresentano un sacrosanto diritto a domanda individuale dei lavoratori che le chiedono per necessità o per il meritato riposo psico-fisico”.

Lo dichiara Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, che sensibilizza, inoltre, i prefetti a un intervento “sugli enti locali al fine di ripristinare il funzionamento degli impianti di riscaldamento. Diversamente, inviteremo i lavoratori a consegnare le chiavi delle scuole ai presidenti delle province e ai sindaci”.

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