Coronavirus, tutti a casa alle 22 e didattica a distanza per le superiori. Il governo ci pensa

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La curva dei contagi sale e il governo pensa ad una stretta delle misure per contenere l’emergenza Covid-19.

Secondo quanto segnala il Corriere della Sera, allo studio ci sarebbe un coprifuoco alle 22 e la didattica a distanza nelle scuole superiori. Il governo vuole scongiurare misure più restrittive, ma soprattutto un altro lockdown nazionale. Per adesso si segue la linea della Francia con l’adozione di provvedimenti soppesati.

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Il dibattito ha raggiunto toni aspri quando si è appresa la notizia della chiusura delle scuole in Campania da parte del presidente De Luca che, idealmente, ha dato il via alle richieste anche di altri enti locali di prevedere la misura della didattica a distanza per contenere il contagio.

Il Partito Democratico difende la scelta di De Luca e propone di arrivare al 50% di didattica digitale alle superiori alternando casa e scuola, mentre il M5S pensa che dietro ci sia una strategia per “bloccare il concorso” e tiene duro.

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Nell’ultimo bollettino pubblicato dal ministero della Salute, i tamponi effettuati sono 162.932. Nel monitoraggio settimanale dell’Iss, relativo al periodo 5-11 ottobre, sono stati riportati complessivamente 4.913 focolai attivi di cui 1.749 nuovi.

Il report settimanale dell’Istituto superiore di Sanità-Ministero della Salute, relativo al periodo dal 5 all’11 ottobre,  indica che “il virus circola in tutta Italia, criticità nei servizi territoriali e aumento dell’occupazione dei posti in terapia intensiva”. È “necessaria”, afferma il documento, “una rapida analisi del rischio sub-regionale per il tempestivo innalzamento delle misure di contenimento”.

Sono dieci le Regioni con un rischio definito alta per la tenuta delle terapie intensive: si tratta dell’Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Secondo il Monitoraggio del ministero della Salute e Iss hanno una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese, da alta a massima. Le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia e la Liguria.

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