Coronavirus, subito un concorso per titoli e immettere in ruolo dalla terza fascia. Lettera

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inviata da Prof. Filippo Scarso – Sono un docente della scuola secondaria di secondo grado, in ruolo da diversi anni. Mi permetto di scrivere queste poche righe su Orizzonte Scuola per esprimere la mia costernazione in merito all’idea di voler bandire, in questo momento, un concorso docenti straordinario il cui bando dovrebbe essere pubblicato a breve.

Le comunicazioni da parte del ministro Azzolina, e quindi dell’intero Ministero, continuano ad assicurarci che il concorso si farà. Quando? Non è possibile affermarlo. Perché? Perché la situazione che sta vivendo l’intero paese (il mondo intero) è a dir poco surreale, per non dire drammatica.

Forse il ministro non si rende conto del lavoro che stanno svolgendo attualmente i docenti (anche quelli precari) in questa famosa “didattica a distanza”, modalità per la quale il nostro paese non era minimamente preparato.

Noi docenti (anche i precari) passiamo le giornate davanti al PC a preparare materiale, correggere compiti, fare video lezioni, partecipare a consigli di classe, riunioni di dipartimenti, e, contemporaneamente, a seguire i figli, a casa da settimane, e che, ancora per moltissimi giorni (non prendiamoci in giro, la situazione non è per nulla in fase risolutiva) dovranno rimanere chiusi in appartamento senza poter uscire nemmeno per fare uno sport.

Il ministro si rende conto della reale situazione che le famiglie italiane stanno vivendo? Pensa davvero che in queste condizioni assolutamente eccezionali sia possibile studiare e preparare un concorso pubblico (per giunta un test a quiz sulla cui validità stendo un velo pietoso)?

Ci sono docenti precari che, da anni, vengono richiamati a lavorare nella scuola e che in questo momento stanno mettendo in campo competenze digitali e di inclusione che nessun percorso di formazione avrebbe mai potuto concretizzare.

Nonostante sia stato messo in ruolo tramite concorso sono convinto che in questa situazione sarebbe più intelligente reclutare direttamente dalla terza fascia i docenti che da anni svolgono un servizio pubblico per lo Stato e che potrebbero eventualmente sostenere un esame finale al termine del prossimo anno scolastico (il Trentino Alto Adige lo sta già facendo).

E chi eventualmente non dovesse passare il concorso? Verrebbe, con molta probabilità, chiamato come supplente l’anno successivo. Ma allora questi docenti sono idonei oppure no a svolgere un pubblico servizio nella scuola? E’ il sistema stesso che non ha senso.

Si tenga inoltre presente che l’organizzazione e la messa in atto di un concorso pubblico nazionale ha un costo non da poco e in questo momento in cui si prospetta una drammatica crisi economica (la peggiore dal secondo dopo guerra), non sarebbe più opportuno immettere in ruolo direttamente dalla terza fascia praticamente a costo zero?

Il prossimo anno sono previsti 200.000 posti vacanti da coprire con le supplenze (il 25% dei posti totali). L’emergenza per la scuola è chiara. I docenti con 36 mesi di servizio dovrebbero già essere stabilizzati come stabilito dalla Direttiva 70 del 1999.

 

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