Coronavirus, sportelli di ascolto per gli studenti: l’importanza di tenerli attivi anche se a distanza. Un esempio

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insegnanti didattica a distanza

La Direttiva Ministeriale 26 novembre 1998, n. 463, recante le “Linee di indirizzo per la presentazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi di educazione alla salute da parte delle scuole di ogni ordine e grado e per lo svolgimento di attività di formazione” introduceva, di fatto, i “Centri di informazione e consulenza ed iniziative” anche se, in linea di principio, è la Legge n° 162 del 26 giugno 1990 ad averli previsti.

I CIC, acronimo di “Centri di informazione e consulenza ed iniziative”, nascono in risposta all’art. 2 della legge n. 496 dell’8 agosto 1994 di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. n. 370 del 10 giugno 1994 recante interventi urgenti in materia di prevenzione e rimozione dei fenomeni di dispersione scolastica, viste anche la circolare ministeriale n. 257 del 9 agosto 1994 per la parte relativa all’indicazione dei criteri per l’avvio di piani operativi integrati interistituzionali e le circolari ministeriali n. 45 dell’8 febbraio 1995 e n. 325 dell’11 ottobre 1995 relative alle attività di prevenzione, di educazione alla salute e di lotta contro l’insuccesso scolastico”.

Di fatto era e rimane, tuttora, fondamentale dare risposta ai bisogni della persona in formazione, attraverso interventi di prevenzione del disagio e dell’insuccesso scolastico congiuntamente a quelli della promozione della salute e del benessere anche con riferimento alle problematiche legate all’uso e all’abuso dei farmaci e dei cosiddetti integratori dietetici.

La presenza del counselor in molte scuole europee, oltre che in una gran parte di aziende, era già da tempo una realtà. Si tratta, indubbiamente, di una prestazione professionale che fa leva sulla disponibilità di professionisti in possesso di competenze certificate e nelle condizioni di venire incontro alle diverse problematiche dei dipendenti e, nelle scuole, prioritariamente degli alunni.

Gli obiettivi dei CIC

La direttiva ministeriale prevede che si attivino i CIC in tutte le sedi principali degli istituti secondari superiori e si valorizzino le loro funzioni di informazione e consulenza adeguando progressivamente la complementarità di intervento tra operatori della scuola e operatori socio-sanitari e attivando le più efficaci forme di comunicazione con il territorio.

Sono nati per offrire consulenze e sostenere la ricerca da parte del personale docente e delle famiglie su:

– fattori di rischio e fattori protettivi nella realtà concreta della propria scuola, del proprio ambiente e della famiglia;

– dinamiche psico-sociali, culturali e di gruppo;

– processi comunicativi ed attitudini dei giovani.

Tra gli altri obiettivi quelli di sostenere la capacità progettuale di gruppi di almeno 20 studenti, anche con riferimento alle attività complementari ed integrative di cui al DPR n. 567/96 per rafforzare:

– la conoscenza e la considerazione di sé;

– la capacità di fruire delle gratificazioni del quotidiano che si possono trarre dalle relazioni interpersonali;

– l’intelligenza emotiva che consente di finalizzare le emozioni alle competenze sociali, alla comunicazione con gli altri individui, a crescere nell’interazione tra pari;

– l’affettività, nella dimensione della corporeità, della sessualità e dell’unitarietà mente-corpo;

– la polarizzazione dell’aggressività e della progettualità verso impegni concreti e positivi;

– l’autonomia, la responsabilità, la coscienza dei vincoli e dei limiti;

– la capacità di distinguere il reale dal virtuale;

– le esperienze che facilitano la comprensione delle diversità umane;

– l’appartenenza alle istituzioni attraverso l’appartenenza alla scuola;

– l’entusiasmo per la cultura ed il sapere come eredità delle generazioni del passato e come terreno per la costruzione del futuro attraverso esperienze concrete di cambiamento della scuola;

– la capacità di stare nella comunicazione con l’acquisizione di strumenti culturali e capacità tecniche che possano facilitare la circolazione delle informazioni.

Inoltre, anche l’obiettivo di sostenere il funzionamento del gruppo di redazione nazionale di “studenti on line”.

I destinatari sono, prioritariamente, le studentesse e gli studenti della scuola secondaria superiore. Anche se i servizi dei CIC sono fruiti anche dalle famiglie e dal personale scolastico della scuola secondaria superiore e, compatibilmente con le risorse disponibili, anche dalle scuole dell’obbligo.

Il funzionamento dei CIC

In tempi di didattica in presenza (DiP) molti istituti hanno predisposto un vero e proprio regolamento per il funzionamento dello sportello.

L’Istituto d’istruzione Superiore “F. Severi” di Gioia Tauro, ad esempio, raccorda il CIC con gli obiettivi educativi generali presenti nel PTOF. In particolare, si pone i seguenti obiettivi: intercettare le situazioni di disagio, favorendo la comunicazione all’interno della scuola; creare le condizioni per un primo contatto con gli operatori; fornire uno spazio di ascolto sulla base delle richieste; individuare le modalità più idonee di supporto educativo; aumentare il benessere psico-fisico; prevenire i comportamenti a rischio; attivare alleanze educative e, dove necessario, reti di supporto alla persona.

L’Istituto d’istruzione Superiore “F. Severi” di Gioia Tauro prevede, nel regolamento che “il servizio è garantito da docenti interni e da personale esterno, in possesso di competenze relazionali, comunicative, professionali coerenti con le finalità del servizio. Gli operatori sono di nomina del Dirigente Scolastico e ad esso rispondono direttamente”.

Sono destinatari del servizio “gli alunni e ai docenti, per compiti connessi alla loro funzione. Il servizio è offerto sia agli studenti maggiorenni che ai minorenni. Per questi ultimi, le famiglie che non riterranno opportuno l’utilizzo del servizio da parte dei propri figli, dovranno comunicare, per iscritto, alla scuola il non-consenso. In caso contrario, il consenso si considererà dato (silenzio-assenso)”.

Il CIC non ha una propria sede, ma il colloquio si svolgerà in uno spazio dedicato, in cui l’utente e l’operatore possono dialogare liberamente e senza interferenze, nella massima riservatezza. L’incontro potrà avere una durata massima di 30 minuti. Il colloquio, da svolgersi in uno o più incontri, aiuterà l’alunno a definire la situazione proposta, a rendersi consapevole dei comportamenti in atto e delle risorse che possiede per operare cambiamenti, prendere decisioni e ottenere soluzioni. L’operatore garantisce la completa riservatezza ed un trattamento delle informazioni improntato al rispetto e alla valorizzazione della persona e concorderà con il ragazzo delle azioni, stabilendo, eventualmente, quali informazioni possono essere svincolate dalla riservatezza, per poterlo meglio aiutare. L’operatore orienta l’utenza, in caso di necessità, ai Servizi del territorio in grado di offrire consulenza o servizi specialistici maggiormente adeguati alla particolare complessità o gravità del caso. Gli operatori potranno essere contattati direttamente dagli alunni, oppure potranno loro stessi inserire nome, cognome e classe di appartenenza nella cassetta predisposta nell’atrio della scuola, il cui accesso è riservato soltanto agli operatori CIC. Annualmente, il servizio relaziona al Collegio Docenti sulle casistiche trattate (senza riferimenti personali) e formula proposte per l’adeguamento del piano dell’offerta formativa”.

CIC – Centro di Informazione e Consulenza a distanza

Degno di plauso, ancora una volta, l’iniziativa del Liceo Statale “Antonio Meucci” di Aprilia ha permesso al C.I.C. Centro di Informazione e Consulenza (“Sportello d’Ascolto Psicologico”), in periodo di Didattica a Distanza, di rimanere ugualmente funzionante.

La Dirigente Scolastica Prof.ssa Laura De Angelis, in una nota, tra l’altro giustamente pubblicizzati sulla home page dell’Istituto, “comunica che il Liceo Statale “Antonio Meucci” di Aprilia ha riattivato il C.I.C. Centro di Informazione e Consulenza (“Sportello d’Ascolto Psicologico”), accessibile in forma gratuita a tutti gli alunni, alle famiglie e ai docenti del nostro Istituto che ne facciano richiesta, previo appuntamento da concordare scrivendo alla psicologa psicoterapeuta incaricata, dott.ssa Roberta Mangiapelo, all’indirizzo di posta elettronica [email protected]

Si informa che, data la situazione attuale d’emergenza attuale e alle misure di tutela adottate per il contenimento della diffusione del COVID-19 e l’impossibilità di garantire l’accesso allo Sportello d’Ascolto Psicologico presso i locali del nostro Liceo, la prestazione che verrà offerta consisterà esclusivamente in consulenze psicologiche online.

Verrà comunque preservato il diritto alla riservatezza di coloro che ne facciano richiesta. I contenuti dei colloqui saranno sempre tutelati dal segreto professionale (salvo i casi di deroga per giusta causa previsti dal codice deontologico e dal codice penale).

Come in precedenza, si precisa che lo Sportello rappresenta un punto di riferimento e consulenza su tematiche di varia natura legate principalmente al benessere personale e scolastico, all’orientamento e al perseguimento degli obiettivi evolutivi degli studenti e che è aperto anche ai genitori e ai docenti, qualora sentano il bisogno di uno spazio di confronto rispetto a tematiche inerenti al proprio ruolo educativo, ma non è assolutamente da intendersi come percorso di tipo psicoterapeutico.

Per consentire agli studenti minorenni di accedere allo sportello, si invitano i genitori dei medesimi a compilare e firmare la liberatoria qui di seguito riportata.

Chi non avesse l’opportunità di stampare per firmare il modulo, può copiarlo a mano su carta, firmarlo, fotografarlo e inviarlo alla mail su indicata”.

Vicinanza agli alunni

La scelta di molte scuole, anche degli ordini primaria e secondaria di primo grado, di andare incontro ai bisogni e alle paure dei propri alunni, talvolta anche delle famiglie, è degna di apprezzamento e risponde, perfettamente, alle richieste del ministro Lucia Azzolina, di fare della scuola la più prossima agenzia culturale ed educativa dello Stato.

Dichiarazione consenso sportello psicologico

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