Coronavirus. Sospensione attività didattiche, FIRST: assistenti non possono andare a casa dei disabili!

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Comunicato FIRST – Lo abbiamo detto nel precedente comunicato del 12.03.2020, la frenesia del momento eccezionale che il Paese sta vivendo, sta producendo norme tra loro incompatibili.

E’ il caso del citato articolo 9 del D.L. n. 14 dello 09.03.2020, un decreto legge che dettando: “disposizioni urgenti in materia di potenziamento del sistema sanitario per fronteggiare l’emergenza del Corona Virus”, ha finito per dettare all’art. 9, che riguarda la scuola, una disposizione che non ha nulla a che vedere con l’intera struttura dello stesso decreto che si caratterizza interamente per le sue disposizioni di carattere SANITARIO!

Un decreto che, coerentemente con tutti i DPCM adottati dal Presidente del Consiglio del Ministri, è stato adottato per le ragioni indicate nella premessa ove si prendeva atto:

“ dell’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi e dei decessi riscontrati sul territorio nazionale”.

Orbene, nell’ambito, quindi, di un aumento della virulenza del virus, dell’epidemia e, purtroppo dei decessi, con l’art. 9, comma 1, si è disposto:

Assistenza a persone e alunni con disabilita’

1. Durante la sospensione del servizio scolastico e per tutta sua durata, gli enti locali possono fornire, tenuto conto del personale disponibile, anche impiegato presso terzi titolari concessioni, convenzioni o che abbiano sottoscritto contratti servizio con enti locali medesimi, l’assistenza agli alunni con disabilita’ mediante erogazione di prestazioni individuali domiciliari finalizzate al sostegno nella fruizione delle didattiche a distanza previste all’articolo 2, comma 1, lettera m), e alla realizzazione delle azioni previste all’articolo 3, comma 1, lettera g), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020, impiegando i medesimi operatori e i fondi ordinari destinati a tale finalita’, alle stesse condizioni assicurative sinora previste.

La FIRST ribadisce che la detta disposizione rappresenta un grave errore grave, nella misura in cui masse di persone dovrebbero recarsi nelle case dei soggetti più fragili, vi è il concreto rischio che possano, loro malgrado, mettere a rischio vita bambini e adolescenti, spesso in condizioni di salute precaria e co – morbilità importanti, nella misura in cui i massimi esperti italiani e internazionali e lo stesso governo, ogni giorno sempre più incessantemente, consigliano di limitare al massimo le frequentazioni con terze persone per evitare il contagio che avrebbe effetti devastanti a chi già di suo sovente si trova in difficoltà.
La detta disposizione, essendo sciaguratamente fonte di legge primaria, rispetto agli stessi DPCM, sta generando nei territori una situazione di incertezza e viva preoccupazione, nella misura in cui viene demandata tale delicatissima scelta “ al volere discrezionale di ogni Ente Locale”.

La FIRST, pertanto, chiede, al Presidente del Consiglio, di disporre con immediata urgenza al primo atto normativo di pari rango la soppressione del primo comma dell’art. 9 del citato decreto legge.

Nelle more, la FIRST auspica che nessun Ente Locale, o suo rappresentante recepisca tali atti che oggettivamente possono mettere a rischio la salute e la vita di tutte le persone coinvolte: alunni, famiglie, operatori.

Per contro, la FIRST, auspica, invece, che ove possibile, ove funzionale, tenuto conto della condizione di funzionamento dell’alunno/a, gli assistenti sopra citati possano svolgere la loro prestazione con modalità a distanza, nei modi e nei termini indicati nel nostro comunicato del 12.03.2020, di cui ribadiamo qui i sei punti della nostra proposta.

Laddove, invece, la prestazione del detto assistente all’autonomia e comunicazione non sia in alcun modo funzionale e non possa essere espletata a distanza, tenuto conto del funzionamento e dei bisogni della persona con disabilità, in relazione al ruolo e alle funzioni dell’assistente all’autonomia e comunicazione, si consenta e riconosca il diritto ad accedere alle forme integrative di sostegno al reddito.

Detto ciò vediamo allora le soluzioni realistiche e coerenti con il drammatico momento che stiamo vivendo che secondo la FIRST possono essere adottate.

1) Per tutti coloro che possono lavorare a distanza, tenuto conto della particolare condizione di funzionamento della disabilità dell’alunno/a, si attui la predisposizione di un progetto condiviso con il consiglio di classe e la famiglia, di potere svolgere le proprie funzioni di assistenza specialistica, direttamente legata alla didattica di competenza dei docenti, di offrire la prestazione a distanza per tutte le ore indicate nei rispettivi PEI in sinergia con i docenti, anche a supporto e/o consulenza agli stessi docenti e ai familiari;

2) Per tutti coloro che non saranno nelle condizioni di lavorare, neppure a distanza, a motivo del particolare funzionamento e bisogni della persona con disabilità, in relazione al ruolo e alle funzioni dell’assistente all’autonomia e comunicazione, si consenta e riconosca il diritto ad accedere alle forme integrative di sostegno al reddito.

3) Qualora non fosse possibile garantire integralmente a distanza tutte le ore da PEI, garantire la stessa retribuzione prevista anche per le ore non lavorate per cause non imputabili;

4)Sia il MIUR a dettare delle linee guida in ordine alle modalità attraverso le quali le scuole devono predisporre delle piattaforme telematiche per consentire agli operatori senza oneri a loro carico la prestazione a distanza;

5) Si predisponga il progetto educativo a distanza elaborato dal GLHO, con il contributo degli assistenti all’autonomia e comunicazione e la partecipazione della famiglia e degli alunni mediante collegamenti telematici;

6) Per gli assistenti igienico personale, essendo la loro funzione strettamente collegata alla presenza dell’alunno, appare ovvio che ad essi possa essere garantita solo la misura degli ammortizzatori sociali.

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