Coronavirus, sospensione attività didattiche: ANIEF scrive ai dirigenti scolastici del Piemonte per chiedere rispetto delle norme contrattuali

Stampa

Marco Giordano Presidente regionale ANIEF Piemonte –  Con il passaggio dalla chiusura delle scuole alla sospensione delle attività didattiche, in Piemonte si è registrata un’impennata delle segnalazioni,

soprattutto da parte del personale docente, riguardo a modalità di utilizzo del personale docente non rispondenti alle disposizioni contrattuali vigenti, la cui necessità di rispetto – oltre ad essere di palmare autoevidenza – è stata richiamata più volte in questi giorni anche dal Direttore Generale dell’Ufficio scolastico per la regione Piemonte (l’ultima volta in data odierna con comunicato pubblicato sul sito istituzionale).

Tra queste, a mero titolo esemplificativo, vogliamo qui evidenziare:

– richieste di presenza in servizio dei docenti per mero obbligo di firma pur in assenza di attività didattiche o riunioni di organi collegiali programmate;

– convocazioni di docenti per collegi straordinari convocati con preavviso minimo (la sera precedente per la mattina seguente);

– convocazioni di collegi docenti e/o di altre riunioni a scuola con modalità e tramite canali non ufficiali (messaggi scritti o vocali tramite applicazioni come whatsapp);

– convocazioni collegi docenti con un unico punto all’ordine del giorno che prevedeva “comunicazioni del dirigente scolastico”;

– convocazioni per effettuare le ore di programmazione (per docenti scuola primaria) pur in regime di sospensione dell’attività didattica e/o comunicazioni da parte di dirigenti scolastici in ordine alla necessità di recuperare tali ore ove non effettuate.

Come ANIEF Piemonte abbiamo, quindi, ritenuto necessario scrivere ai dirigenti scolastici della regione per richiamare con fermezza la necessità di operare nel massimo rispetto di quanto previsto dalle norme e dal contratto collettivo nazionale di comparto, proprio per evitare la creazione di ulteriore confusione in un quadro generale invero già parecchio complesso e delicato.

A tal fine reputiamo utile rammentare che:

– non sussiste alcun obbligo contrattuale che imponga la presenza del personale docente a scuola al di fuori di quanto indicato agli artt. 28 (attività di insegnamento) e 29 (attività funzionali all’insegnamento) di cui al CCNL Scuola 2006/2009, sul punto ancora pienamente vigente.

– Le ore di programmazione (+2) per i docenti della scuola primaria sono ore afferenti alle attività di insegnamento di cui all’art. 28 del citato CCNL e, pertanto, non afferiscono alle attività funzionali all’insegnamento per quanto sia prevista una gestione collegiale delle stesse. In ragione del fatto che le attività didattiche sono sospese ai sensi del citato Decreto n. 25 del 2/3/2020 del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, le ore di programmazione non possono essere né svolte né, evidentemente, assoggettate ad alcun recupero.

– La riunione degli organi collegiali viene stabilita e definita con il Piano Annuale delle Attività di ogni autonomia scolastica. L’eventuale convocazione di collegi straordinari e/o la deroga al principio del congruo preavviso da garantire al personale docente (di norma 5 giorni) può avvenire solo per casi di effettiva e comprovata urgenza. Considerato che il collegio docenti è un organo deliberante, non è possibile rinvenire in alcun modo non solo le ragioni di urgenza ma addirittura la ratio della stessa convocazione di un collegio docenti per sole “comunicazioni del dirigente scolastico”. Per una simile esigenza appare largamente sufficiente l’emanazione di apposita circolare informativa al personale, non essendo prevista alcuna delibera da assumere. Tanto più che riunire il collegio docenti in un periodo in cui è espressamente richiesto dal Governo (DPCM 1 marzo 2020), dalla Regione Piemonte (si vedano le recenti ordinanze regionali e le note di chiarimenti alle stesse) e dall’Istituto Superiore di Sanità di evitare al massimo qualsiasi forma di assembramento (un collegio prevede la presenza anche di centinaia di persone in spazi non sempre in grado di garantire quell’adeguato distanziamento oggi ritenuto necessario per la prevenzione del possibile contagio) richiede un’attenta verifica, da parte dello stesso dirigente scolastico, della sussistenza delle condizioni di sicurezza per la tutela della salute dei lavoratori in un momento così delicato vista l’emergenza sanitaria in atto.

– Le comunicazioni di servizio, con particolare riferimento alla convocazione di organi collegiali, devono avvenire attraverso canali ufficiali e istituzionali, nonché nel rispetto delle specifiche norme in tema di “diritto alla disconnessione” di cui ogni autonomia scolastica si sia dotata in sede di contrattazione decentrata d’istituto.

Come organizzazione sindacale evidentemente interverremo in modo mirato, con gli strumenti a nostra disposizione, su ogni singola violazione delle previsioni contrattuali che dovesse pervenire alla nostra attenzione.

Vorremmo che fosse chiaro, però, che tutte le componenti della Comunità educante non vedono l’ora di riprendere pienamente le proprie funzioni e il proprio lavoro, per il semplice fatto che tutti abbiamo, oggi più che mai, un urgente bisogno di tornare ad una sana normalità. Una ripresa già in atto grazie al personale ATA, che sta garantendo in tutto il Paese la riapertura degli edifici, la loro igienizzazione (nei limiti delle risorse e degli strumenti messi a loro disposizione) e la riattivazione delle segreterie. Non è tuttavia immaginabile che quanto sta accadendo sul fronte sanitario possa in qualsiasi modo giustificare alcuna violazione dei diritti del personale scolastico.

 

Stampa

Preparazione concorsi, TFA e punteggio in graduatoria con CFIScuola!