Coronavirus, si confermino i precari sulle cattedre attuali per il prossimo anno scolastico. Lettera

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Inviato da Alberto Moretti – In questi mesi di emergenza COVID-19 ogni docente si è ritrovato a dover mettere in atto una nuova modalità di insegnamento, un inedito modo di “fare scuola” senza un’efficace e completa formazione pregressa, impiegando una moltitudine di mezzi e sistemi informatici che probabilmente prima d’ora non erano mai stati sperimentati.

Nonostante le innumerevoli difficoltà che ognuno di noi ha riscontrato nella fase di avvio della didattica a distanza (DaD), abbiamo comunque avuto la possibilità di continuare insieme ai nostri alunni quel percorso di crescita ed educazione di cui hanno pieno diritto, secondo quanto stabilito dall’art. 34 della Costituzione.

Oltre a questa situazione complessa e difficile che stiamo vivendo, circolano alcune previsioni riguardanti l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021. Si prevede che quest’ultimo si avvii con un record di posti vacanti (circa 200.000) che saranno da coprire con contratti a tempo determinato stipulati dalle singole istituzioni scolastiche; 4500 posti, previsti dai pensionamenti “Quota 100”, verranno coperti dal 50% mediante le immissioni in ruolo di docenti vincitori del concorso 2016 e 2018 e il restante 50% dalle GaE. Inoltre, dalle ultime dichiarazioni rilasciate dalla Ministra Azzolina, si evince che le graduatorie di istituto non verranno aperte né per l’aggiornamento del punteggio, né per nuovi inserimenti, decisione che, personalmente, non condivido.

Ma consideriamo anche e soprattutto l’aspetto prettamente didattico: la Ministra propone un recupero degli apprendimenti già a partire dall’1 settembre 2020. A tal proposito mi sorge spontanea una domanda: chi effettuerà questi recuperi se la scuola italiana funziona in gran parte grazie alla presenza di noi docenti precari che, se tutto va bene, veniamo convocati intorno al 20 settembre?
Alla luce di questi dati a dir poco sconfortanti e della non riapertura delle GI, reputo che la Ministra, per ovviare un più ordinato e puntuale avvio del prossimo anno scolastico, dovrebbe valutare una proroga dei contratti attualmente vigenti e una riconferma presso le stesse istituzioni scolastiche dei docenti precari per l’anno scolastico 2020/2021. In questo modo sarebbe garantita continuità didattica a tutti gli effetti, nonché un monitoraggio più accurato dei processi di apprendimento dei nostri alunni. Infatti in questi mesi di DaD stiamo offrendo, in primis, vicinanza e supporto ai nostri studenti, ma non abbiamo modo di ottenere un feedback preciso e concreto dei loro apprendimenti.

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