Coronavirus, se scuole riaprissero 50mila ricoveri in più in terapia intensiva

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Si tratta di una simulazione elaborata dal Comitato tecnico scientifico e consegnata al Governo prima dell’emanazione del DPCM che ha dato il via alla fase 2 dell’emergenza sanitaria.

Elaborati tre scenari che hanno immaginato tre diverse modalità di avvi delle attività e l’impatto che avrebbe avuto sull’evoluzione dei contagi. Lo scenario A è quello che avrebbe consentito alle scuole di riaprire, con conseguenze, almeno secondo gli esperti, di impatto sui contagi.

Infatti, se le scuole fossero state riaperte, insieme a tutto il commercio e la ristorazione, a fine anno i ricoveri in terapia intensiva sarebbero stati circa 430mila. Mentre all’8 giugno sarebbero stati 151mila.

Lo scenario B (tutto aperto tranne le scuole), ci dà una idea di quanto avrebbero influito il movimento prodotto dal riavvio delle attività didattiche in presenza. Infatti, le terapie intensive, nel secondo scenario, all’8 agosto avrebbero visto 109mila pazienti e 397mila a fine anno.

La scuola, quindi, inciderebbe di circa 50mila ricoveri in più nel periodo fino ad agosto, e 33.886 in più a fine anno.

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