Coronavirus: scuole riaprono. In tre regioni sospese attività didattiche. Rientrano gli ATA, dubbi sui docenti

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Anticipiamo il testo del nuovo decreto contenente le misure per l’emergenza Coronavirus. Per la scuola le indicazioni sono sempre al limite e si attendono le ordinanze per capire se i docenti dovranno recarsi a scuola o se la sospensione delle attività didattiche esonera dalle prestazioni lavorative, a meno che non sia adottata la didattica a distanza.

Coronavirus, testo definitivo Decreto: E. Romagna, Lombardia e Veneto attività didattiche sospese. Docenti non vanno a lavoro, Ata sì. SCARICA TESTO

17 regioni tornano alla normalità

Le scuole riapriranno su tutto il territorio nazionale, sebbene restano sospese le gite per le quali si è messo a punto la possibilità di rimborso dei pacchetti. In Piemonte si ripartirà mercoledì (due giorni in più di chiusura per igienizzazione dei locali). Riaprono anche in Liguria, tranne la provincia di Savona. Riapertura anche per il Friuli.

Ci sono poi i casi di alcune province come Messina e Palermo che chiuderanno fino al 3 per igienizzazione dei locali.

Il consiglio che diamo è di controllare comunque i siti istituzionali per avere informazioni sulla propria regione, provincia o città.

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Docenti a scuola?

Diverso il caso in queste tre regioni. Infatti, le scuole saranno aperte ma le attività didattiche saranno sospese. La sospensione delle lezioni si traduce in “gergo scolastico” con l’apertura dei locali e il personale ATA (collaboratori e segreteria) che devono recarsi al lavoro per garantire il funzionamento dei servizi. I docenti, invece, non devono recarsi a scuola perché la loro attività è legata alla presenza degli alunni e di conseguenza alla didattica.

Quanto affermato dal Ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, Francesco Boccia, sembrerebbe mettere in discussione questo principio. Infatti, il Ministro ha affermato che la scuola in queste tre regioni “sarà sospesa”, che “ci sarà il personale ATA” e che “si attiveranno tutte quelle funzioni che servono alla preparazione alle lezioni che riprenderanno appena possibile”. Docenti a scuola?

Ieri, anche il Corriere ha riportato la notizia della riapertura delle scuole, riprendendo le affermazioni di Boccia, aggiungendo che “le scuole saranno aperte per la sanificazione degli ambienti e per le attività di e-learning dei docenti“. Tutti i docenti, quindi, a scuola o solo nelle scuole che hanno attivato l’e-learning?

Il testo del decreto afferma

“sospensione, sino all’8 marzo 2020, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative svolte a distanza”

Saranno adesso le ordinanze a dirimere ogni dubbio.

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