Coronavirus: risvolti psicologici nei più piccoli, sarà la prossima emergenza da affrontare

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Trauma bambini bambino

Insegnanti e genitori, dovete stare molto attenti allo stress dei minori causato dalla pandemia e soprattutto quello generato in loro dagli adulti.

Potrebbe essere questa, ora, la vera preoccupazione dei medici e degli piscologi, alla vigilia della riapertura delle scuole, immaginata per settembre e che molti vorrebbero pure anticipare, nonostante il pericolo di nuovi focolai. Ma non sono solo i focolai a preoccupare gli esperti.

C’è una nuova emergenza finora sottovalutata e riguarda i riflessi psicologici e anche di ordine psichiatrico indotti nei più piccoli dalla pandemia. “Un singolo evento critico, ma ancora di più una maxi emergenza come quella che stiamo affrontando oggi rispetto alla pandemia da covid-19 – spiegano i responsabili di un progetto promosso dal Servizio di Psicologia Clinica e dalla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza – Azienda USL di Modena – è un avvenimento che ha gravi effetti psico-relazionali sulla vita di chi è coinvolto, sia direttamente che “indirettamente”.

Non sempre – aggiungiamo noi – gli adulti si son saputi rapportare al meglio con i loro bambini, magari spegnendo il televisore invece che lasciarlo acceso espondendoli alla tensione e al panico indotto dai notiziari con i bollettini di morti e contagiati, di camion pieni di bare, di telefonate allarmate di amici e parenti, di urla, pianti, isterismi casalinghi. Ora bisogna correre ai ripari. Sembra questa la motivazione che ha spinto la Asl di Modena, uno dei territori più colpiti dall’invasione del Covid-19 e dove le scuole sono chiuse dal 24 febbraio scorso.

“In particolare occorre porre molta attenzione ai minori, tra i soggetti più fragili della nostra società – spiega il documento redatto dalle psicologhe psicoterapeute dell’Asl di Modena, Antonella Riccò, Karen Ceci e Alessia Rapino, referenti del progetto – perché risentono delle loro difficoltà personali ma anche di quelle strettamente connesse alla relazione con i genitori. In questo senso è fondamentale implementare i fattori di protezione, fra questi vi sono certamente le figure di riferimento dei minori, che saranno i loro genitori, ma anche i loro insegnanti. Gli insegnanti sono infatti figure preziose che possono svolgere una funzione di contenimento emotivo dei minori, ma anche di individuazione precoce di eventuali problematiche, grazie ai contatti quotidiani con gli alunni”. Da qui l’dea di organizzare con sollecitudine un corso di formazione rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado, la cui prima lezione si è appena svolta”.

La fase storica che stiamo vivendo – prosegue il documento inviato alle scuole emiliane – “si configura come particolarmente minacciosa e potenzialmente traumatica. Un evento critico, per definizione, si configura come una qualsiasi situazione potenzialmente in grado di sopraffare il senso di vulnerabilità e controllo di una persona. È un evento che esula dall’ambito della normalità che sfida le abilità di reazione delle persone ed è potenzialmente in grado di sconvolgere gli usuali meccanismi psicologici.

Ognuno di noi ha bisogno di credere di avere controllo sulla propria vita e ciò è fondamentale per la stabilità psicologica delle persone. Un singolo evento critico, ma ancora di più una maxi emergenza come quella che stiamo affrontando oggi rispetto alla pandemia da covid-19, è un avvenimento che ha gravi effetti psico-relazionali sulla vita di chi è coinvolto, sia direttamente che indirettamente. I destinatari degli interventi di supporto psicologico nelle situazioni di emergenza non sono solo le persone che hanno direttamente e concretamente subito l’evento traumatico (es. lutto conseguente a Covid 19), ma anche quelle che hanno subito in modo diverso la minaccia, e quindi le possibili conseguenze della loro integrità fisica e psichica. Gli eventi critici collettivi comportano, infatti, molteplici situazioni di vittimizzazione a cui corrispondono altrettante tipologie di vittime”.

Spiegano ancora le esperte: “Dobbiamo quindi constatare che in una situazione di emergenza collettiva come quella in cui versiamo, siamo tutti esposti, seppur a livelli diversi, al rischio di reazioni post-traumatiche. Nel momento in cui un’emergenza è ancora in atto, è possibile mettere in atto interventi di prevenzione che consistono in un pronto-soccorso psichico che mira a sostenere l’io della persona coinvolta; successivamente, conclusa la fase dell’emergenza, l’attività psicologica può essere volta a ridurre o superare i danni psicologici riportati dalle vittime con interventi di riabilitazione del loro quadro psichico. Al momento quindi è opportuno svolgere interventi che mirano alla riduzione dello stato di crisi presente e a ripristinare nel soggetto il livello di funzionamento pre-critico nel più breve tempo possibile e alla prevenzione dell’aggravamento nel medio-lungo periodo di problematiche psicologiche insorte a causa dell’evento disastroso”. In particolare “occorre porre molta attenzione ai minori, tra i soggetti più fragili della nostra società, perché risentono delle loro difficoltà personali ma anche di quelle strettamente connesse alla relazione con i genitori. In questo senso è fondamentale implementare i fattori di protezione, fra questi vi sono certamente le figure di riferimento dei minori, che saranno i loro genitori, ma anche i loro insegnanti. Gli insegnanti sono infatti figure preziose che possono
svolgere una funzione di contenimento emotivo dei minori, ma anche di individuazione precoce di eventuali problematiche, grazie ai contatti quotidiani con gli alunni.

Obiettivi e destinatari del corso: gli insegnanti di ogni ordine e grado
Il percorso di formazione alla psicoeducazione rispetto al Covid-19 è pensato per i docenti, “che hanno dovuto, in breve tempo e in modo molto efficace, modificare le proprie modalità di lavoro e di relazione con gli alunni e potrebbero, inoltre, trovarsi nelle condizioni di doversi confrontare con le reazioni post-traumatiche di genitori e alunni rispetto al Covid-19. Il progetto ha lo scopo da un lato di aiutare gli operatori a confrontarsi con le proprie modalità di espressione dello stress e ricercare delle modalità di gestione dello stesso e dall’altro di migliorare la loro comunicazione e le loro abilità di contenimento dei propri alunni e delle loro famiglie. In queste circostanze emerge chiaramente la necessità che gli insegnanti siano in grado innanzitutto di gestire lo stress e le emozioni personali rispetto a quanto è accaduto, affinché possano a loro volta porsi in una posizione di aiuto nei confronti dei minori. Per tale motivo il progetto si pone l’obiettivo di informare, stabilizzare e supportare i docenti, relativamente alle proprie reazioni post-traumatiche e alle proprie strategie di fronteggiamento dello stress, ma anche di migliorare le loro abilità di individuazione delle reazioni post-traumatiche nei minori e di supportarli nell’individuazione delle strategie di fronteggiamento dello stress”.

Lo scopo è quello di “implementare nei docenti la conoscenza delle proprie modalità di gestione dell’evento emergenza”, migliorare “la gestione emotiva dell’evento critico, attraverso il riconoscimento delle proprie emozioni e delle proprie strategie di fronteggiamento dello stress”, favorire “una percezione soggettiva di competenza, supportando e riconoscendo i propri strumenti e le proprie risorse”, implementare le “abilità dei docenti di riconoscere e supportare le emozioni dei genitori e degli alunni.

Come si svolgerà

La metodologia proposta si configura “sia come un intervento di prevenzione primaria, intesa come attività di psicoeducazione tesa a far conoscere e riconoscere lo stress e le conseguenze psicologiche che eventualmente potrebbero insorgere in seguito ad un evento critico come l’emergenza Covid-19 ma anche e soprattutto tesa all’individuazione delle risorse umane naturali e difensive di ogni soggetto, in modo da permettere l’attuazione di efficaci strategie di coping”. Il corso propone diverse edizioni di interventi specifici di critical incident stress orientation in web-conference per gruppi di docenti suddivisi per ordine scolastico in cui saranno trattati i seguenti temi:

– Definizione di cosa sia un evento critico o potenzialmente traumatico;
– Esplorazione delle reazioni psicologiche che possono manifestarsi, sia negli adulti sia nei bambini, a seguito di un evento critico o potenzialmente traumatico (ansia, rabbia, depressione);
– Approfondimento relativo ai fattori di vulnerabilità (es. livello di coinvolgimento, livello del senso di assurdità, cambiamenti delle proprie convinzioni) che possono intercorrere come fattori che influenzano la Risposta post – traumatica;
– Linee guida di riferimento sui comportamenti utili che devono essere messi in atto, sia nei confronti di se stessi che dei minori
– Riflessione relativa ai comportamenti “sentinella” che potrebbero venire intercettati dagli insegnanti nella relazione con gli alunni

Taylor e Frazer (1991) definiscono diversi livelli di traumatizzazione delle vittime di una catastrofe, spiegano le esperte.

Questi sono i livelli:

1. Vittime di primo livello: chi subisce in via diretta l’impatto dell’evento
2. Vittime di secondo livello: parenti e amici delle vittime di primo livello
3. Vittime di terzo livello: personale di soccorso
4. Vittime di quarto livello: la comunità coinvolta nel disastro e chi in qualche modo ne è eventualmente responsabile
5. Vittime di quinto livello: individui il cui equilibrio psichico è tale che, anche se non sono coinvolti direttamente, possono reagire con un disturbo emozionale 6. Vittime di sesto livello: individui, che per un diverso concorso di circostanze, avrebbero potuto essere loro stessi vittime di primo livello o che hanno spinto altri nella situazione traumatica che si sentono coinvolti per altri motivi indiretti.

Le sessioni del corso, appena iniziato, rivolto ai docenti di Modena e provincia, si terranno di pomeriggio nel periodo che va dal 16 aprile a maggio prossimo.

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