Coronavirus, rischio trasmissione in aula sale se ad essere positivo è il docente: parla a lungo e ad alta voce. Soluzione può essere microfono

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Diversi studi affermano che le goccioline minuscole (aerosol) attraverso starnuti o colpi di tosse possono essere causa di contagio da Covid. E’ quanto segnala in un articolo del 31 ottobre Il Corriere della Sera.

I luoghi critici sono gli ambienti chiusi di dimensioni ridotte e con limitata ventilazione, soprattutto con un tempo di permanenza elevato” afferma Giorgio Buonanno, professore ordinario di Fisica tecnica ambientale all’Università degli Studi di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane (Australia).

Anche la scuola, o meglio le aule, sono dei luoghi chiusi a rischio elevato dunque di trasmissione.

C’è poi da considerare un altro fattore: si va incontro alla stagione invernale, il che significa tenere più a lungo le finestre chiuse. Situazione contraria rispetto alla scorsa primavera, quando con la prima ondata di diffusione del coronavirus si andava verso la stagione primaverile-estiva, e quando si sta più all’aria aperta o anche nei luoghi al chiuso si tengono spesso le finestre aperte. I luoghi anche chiusi hanno perciò la possibilità di essere arieggiati più spesso.

In un’aula scolastica di medie dimensioni – segnala Il Corriere – è possibile ricambiare completamente l’aria aprendo le finestre in 10-20 minuti, ma con la stagione fredda non è sempre fattibile per i motivi sopradetti.

Ma quali sono i rischi se all’interno dell’aula c’è un positivo?

Il rischio è certamente più alto se è il docente a essere contagiato. L’insegnante parla più a lungo rispetto a un alunno, e ad alta voce, quindi emette 100 volte di più rispetto alla normale respirazione. Gli studenti parlano invece sporadicamente.

L’esempio riportato chiarisce anche sul numero di potenziali contagiati all’interno di un’aula scolastica: in una classe di 150 metri cubi con 25 studenti che seguono la lezione per 5 ore con un docente positivo che spiega per due ore, senza prendere nessuna misura di precauzione contro gli aerosol, potrebbero contagiarsi fino a 12 studenti.

“Se tutti indossassero le mascherine si potrebbero contagiare al massimo 7 studenti (5 in meno rispetto all’esempio sopra riportato) e in quella stanza, sempre per avere un R0 inferiore a 1 potrebbero rimanere 3 persone mentre il rischio individuale di contagio si dimezzerebbe. Con la ventilazione forzata (un ricambio totale d’aria ogni 20 minuti) rischierebbero il contagio solo 4 persone e per abbassare l’R0 sotto 1 in quelle condizioni potrebbero restare in classe 5 persone”. E’ questo il risultato d uno studio dell’Università di Cassino, che ha pubblicato un tool per la stima del rischio di contagio per trasmissione aerea di Sars-CoV2 in ambienti chiusi.

“A scuola fa ancora meglio della ventilazione forzata dotare i docenti di un microfono (così non sarebbero costretti a parlare ad alta voce): solo 1,4 persone rischierebbero il contagio e in quella stanza potrebbero restare 9 persone (con rischio individuale di infezione pari al 2,7%). Se mettiamo insieme tutti i dispositivi: mascherine, ventilazione forzata, microfono il numero massimo di persone contagiate in presenza di un insegnante infettivo scenderebbe drasticamente a 0,4 e in quella stanza potrebbero soggiornare fino a 30 studenti mantenendo comunque un R0 inferiore a 1: solamente con tutte queste precauzioni si potrebbe controllare adeguatamente l’indice R0 mantenendolo al di sotto di 1”.

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