Coronavirus, riapertura scuole infanzia e nidi: come mantenere distanze?

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La riapertura delle scuole dell’infanzia e degli asili nido, dopo l’emergenza sanitaria per il coronavirus preoccupa in modo particolare gli esperti.

La viceministra all’istruzione Anna Ascani ieri ha spiegato che al Ministero si sta pensando anche al rientro in aula dei più piccoli: “Grazie al confronto con gli esperti all’interno della Commissione si stanno ipotizzando ipotesi e orientamenti per la gestione dell’emergenza, con l’obiettivo di fornire risposte adeguate per assicurare ai più piccoli linee di rientro in sicurezza“.

Ma il ritorno negli istituti scolastici e nei nidi dei bambini preoccupa soprattutto gli esperti. E’ difficile pensare di fermare i più piccoli o di far rispettare loro le distanze di sicurezza oppure vederli con le mascherine e i guanti. Secondo il rapporto dell’Inapp, istituto che svolge tra l’altro il monitoraggio dei posti di lavoro, subito dopo il comparto sanitario, quello più a rischio per la prossimità fisica è proprio l’istruzione pre-scolare e gli asili nido.

Le difficoltà per gli alunni più piccoli riguardando poi la didattica a distanza, specialmente per coloro che hanno entrambi i genitori che lavorano, visto che le attività a distanza devono essere mediate e non possono essere autonomi.

Si potrebbe forse pensare che a settembre tornino a scuola soltanto i figli dei genitori che lavorano? A guardare l’esperienza di altri Paesi europei, quali Francia e Germania, ciò potrebbe succedere anche in Italia: gli istituti che riaprono prima potrebbero essere quelli che ospitano i figli di coloro che svolgono servizi essenziali, quelle attività che non sono state interrotte nemmeno in questa fase di emergenza (sanità, strutture pubbliche).

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