Coronavirus, requisiti ammissione esami I grado: nodi da sciogliere

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Esami di Stato di I grado, quali saranno i requisiti di ammissione, considerata l’emergenza coronavirus?

Requisiti

I requisiti per essere ammessi agli esami, secondo il D.lgs. 62/2017, sono  i seguenti:

1. aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fatte salve le eventuali motivate deroghe deliberate dal collegio dei docenti. Il predetto monte ore tiene conto delle discipline e degli insegnamenti oggetto di valutazione periodica e finale da parte del consiglio di classe;

2. non essere incorsi nella sanzione disciplinare della non ammissione all’esame di Stato prevista dall’articolo 4, commi 6 e 9 bis, del DPR n. 249/1998, ossia l’esclusione dallo scrutinio finale;

3. aver partecipato alle prove nazionali di italiano, matematica e inglese predisposte dall’Invalsi (il cui voto non influisce sul voto finale a conclusione dell’esame).

Il consiglio di classe, ricordiamolo, dispone l’ammissione degli studenti all’esame di Stato, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline (voto inferiore a 6/10).

Quali problemi

Quanto ai succitati requisiti, vediamo quali sono i nodi da affrontare.

  • Frequenza alunni

La validità dell’anno scolastico è assicurata dal decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020, il cui articolo 32 salva appunto la validità dell’anno scolastico e prevede la decurtazione proporzionale dei termini previsti per la validità dei periodi di formazione e prova dei docenti neoassunti e con passaggio di ruolo:

Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Sono del pari decurtati, proporzionalmente, i termini previsti per la validità dei periodi di formazione e di prova del personale delle predette istituzioni scolastiche e per il riconoscimento dell’anzianità di servizio.

L’anno scolastico, dunque, è valido, a prescindere dai 200 giorni di lezione.  Non viene citata però esplicitamente la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato (che vale anche per le secondarie superiori). Tale monte sarà calcolato in proporzione?

  • Invalsi

Altro nodo è rappresentato dalle prove Invalsi che avrebbero dovuto tenersi nel mese di aprile.

La sospensione delle attività, al momento, è sino al 3 aprile ma sarà prorogata, secondo le indicazioni della comunità scientifica.

La Azzolina, durante l’informativa a Senato di ieri, ha affermato che si ritornerà quando ci sarà massima sicurezza per gli studenti e se non ci sarà, in pratica, non si ritornerà.

Anche nel caso in cui si dovesse tornare a scuola, a prescindere dalla data, il nodo sarebbe rappresentato dal tempo a disposizione sia per preparare gli studenti agli esami sia per lo svolgimento delle stesse prove.

Indicazioni Ministero

I suddetti nodi, comunque, dovrebbero presto essere sciolti come comunicato dal Ministro.

Il Ministero, ha affermato in Senato la Azzolina, è già al lavoro e stiamo predisponendo tutte le misure necessarie per intervenire, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, in materia di:

  • valutazione intermedia e finale degli studenti;
  • modalità di recupero degli apprendimenti;
  • requisiti di accesso e struttura degli Esami di Stato, per il I e II ciclo di Istruzione;
  • ridefinizione del calendario scolastico nazionale e dei calendari regionali, nel rispetto delle prerogative delle Regioni

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