Coronavirus, Regione Siciliana vara ordinanza: attenzione agli impiegati per cura figli fino 12 anni con scuole sospese. INTERVISTA

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La Regione Siciliana stringe la morsa contro il COVID-2019: pubblicata, in serata, l’Ordinanza presidenziale n. 5 del 13.3.2020. Intervista rilasciata a OrizzonteScuola, dall’assessore regionale all’Ambiente, per la Sicilia, Totò Crdaro

Attenzione, nell’individuazione dei dipendenti a cui garantire modalità di lavoro agile (smart working), a quelli sui quali grava la cura dei figli minori, anche in conseguenza della sospensione o contrazione dei servizi degli asili nido, della scuola per l’infanzia e della scuola primaria di primo grado

Misure più ristrettive, dunque, ancora più rigide, nell’ambito, naturalmente, delle proprie competenze, nella regione Siciliana, adottate, stanotte, con ordinanza contingibile e urgente, la numero 5 del 13 marzo 2020, dal presidente della regione onorevole Nello Musumeci.

Dicevamo, anche questa adottata in nottata, sulla scorta delle fughe di notizie vittima il secondo provvedimento del Governo Nazionale, che stabilisce “ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art.32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica”.

Abbiamo, voluto intervistare, personalmente l’on. Salvatore Cordaro, avvocato, assessore al territorio e all’ambiente della Regione Siciliana, anche lui impegnato, proprio in ragione delle sue deleghe (tra le altre: tutela e vigilanza ambientale, valutazione ambientale strategica e valutazione impatto ambientale, demanio marittimo, difesa del suolo, tutela dall’inquinamento, parchi e riserve naturali regionali, corpo forestale), al contrasto del Coronavirus.

Onorevole, a quali soluzioni sta lavorando il Governo Regionale del quale fa parte?

“Il Governo della Regione Siciliana lavora senza sosta per trovare le più idonee soluzioni al contenimento del contagio da virus Covid-19. Le misure più significative: ordinanze che regolamentano, con buon senso e rigore, la vita dei Siciliani, individuazione dei Covid hospital e adeguamento dei reparti, bandi per nuove assunzioni in sanità, acquisto dotazioni di sicurezza, attivazione moderna rete telematica per Smart working e attività di governo in videoconferenza”.

Avete cantierato qualcosa a sostegno delle imprese, delle attività produttive in generale, degli artigiani siciliani?

“Sì. Naturalmente siamo impegnati su più fronti. A partire dal blocco dei mutui di Irfis, Ircac e Crias, misure di sostegno per le imprese siciliane, sanificazione quotidiana mezzi trasporto pubblico locale (compresi i treni), sinergia laboratori d’analisi strutture pubbliche (sanità + Arpa + Izs)”.

L’ordinanza e le nuove restrizioni

Nello specifico l’ordinanza applica, tra gli altri settori presi in esame e le numerose scelte assunte, ai servizi di trasporto sull’intero territorio regionale delle più severe restrizioni chiedendo alle linee extraurbane su gomma di assicurare i servizi di trasporto unicamente nelle fasce orarie 5.30/9.00 – 13.30/16.00. Gli esercenti servizi di trasporto pubblico locale urbano garantiscono i servizi essenziali limitatamente alla fascia oraria 6.00/21.00. Gli esercenti servizi di trasporto pubblico locale di linea che effettuano i collegamenti a mezzo navi-traghetto con le isole minori della Regione si atterranno allo svolgimento dei servizi secondo l’articolazione indicata nella presente ordinanza. Sono sospesi i servizi integrativi regionali di collegamento con le isole minori a mezzo unità veloci, ad eccezione della tratta Marsala-Favignana, in entrambe le direzioni. Gli esercenti servizi di trasporto marittimo per il collegamento con le isole minori sono tenuti ad acquisire all’atto dell’emissione del biglietto di passaggio, ovvero di titolo di viaggio equipollente, l’autocertificazione da rendere per gli spostamenti delle persone fisiche all’interno di tutto il territorio nazionale ai sensi dell’art.1, comma 1, del DPCM dell’8 marzo 2020 e dell’articolo 1, comma 1, del DPCM del 9 marzo 2020.

La sanità e i presidi sanitari

Il presidente della regione siciliana, inoltre, dà mandato al Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato regionale della salute, anche attraverso le Aziende sanitarie competenti per territorio, di istituire presidi sanitari dedicati presso i porti di Palermo, Messina, Milazzo, Trapani e Porto Empedocle, per il controllo dei passeggeri diretti o provenienti dalle isole minori.

Difficile eludere i controlli d’ingresso in Sicilia

Vuoi anche perché la Sicilia è pur sempre un’isola, si intensificano le restrizioni maggiori anche per l’ingresso sul territorio regionale. A decorrere dalla data di adozione della presente ordinanza, infatti, i soggetti residenti o domiciliati nell’intero territorio regionale che vi facciano rientro da altre regioni o dall’estero devono comunicare tale circostanza al Comune, al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta con obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi; di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza e di registrarsi presso il sito web www.siciliacoronavirus.it. Nel caso in cui l’appartamento non goda di stanza isolata con bagno annesso ad esclusivo utilizzo, i familiari conviventi debbono sottostare, con le medesime modalità, all’obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario.

La grande distribuzione, le farmacie e il controllo agli “accaparramenti selvaggi”

Per garantire prioritariamente la distribuzione della filiera sanitaria e di quella agro-alimentare le imprese della grande distribuzione predispongono nelle aree di stoccaggio servizi igienici, anche amovibili, per assistere gli autotrasportatori. L’ingresso ai mercati ittici e ortofrutticoli è limitato ai soli operatori commerciali dei rispettivi settori.

Stretta anche agli accaparramenti selvaggi. Per contrastare fenomeni di possibile allarme sociale, infatti, determinati dall’acquisto di ingiustificate quantità di prodotti alimentari, sanitari e farmaceutici, i responsabili dei relativi esercizi commerciali sono tenuti a vigilare su episodi di accaparramento dei suddetti prodotti.

Il lavoro agile

Al fine di salvaguardare la salute del personale in servizio presso gli uffici dell’Amministrazione regionale saranno applicate le modalità di “lavoro agile” e sarà dato attuazione alle “disposizioni per il personale dipendente”. I Dirigenti Generali e i Responsabili di tutti gli Uffici dell’Amministrazione regionale adottano piani per la fruizione delle ferie residue dell’anno precedente del rispettivo personale, da predisporre contemperando eventuali comprovate esigenze connesse alla necessità di garantire il corretto adempimento degli obblighi in capo agli Uffici.

Gli Enti locali siciliani

Analoga scelta, per il lavoro agile, quello che evita gli spostamenti e i contagi, per gli Enti Locali. La mancata osservanza degli obblighi di cui alla presente Ordinanza comporta le conseguenze sanzionatorie previste dall’art.650 del Codice penale, se il fatto non costituisce reato più grave.

I dipendenti pubblici, il lavoro agile e i figli non più nei nidi, all’infanzia e alla primaria

Attenzione particolare è stata riservata ai dipendenti regionali e degli enti locali che hanno figli che frequentano le scuole in Sicilia. Nello specifico l’assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica nella direttiva avente come “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 attraverso l’adozione di modalità di lavoro agile (smart working)” laddove si renda compatibile con la funzionalità dell’attività, privilegia, nella concessione dello smart working, i dipendenti lavoratori con figli in condizioni di disabilità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104; lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del congedo di maternità previsto dall’articolo 16 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ai sensi dell’articolo 18, comma 3-bis, della legge 22 maggio 2017, n. 81; e dipendenti sui quali grava la cura dei figli minori, anche in conseguenza della sospensione o contrazione dei servizi degli asili nido, della scuola per l’infanzia e della scuola primaria di primo grado. Un’attenzione dovuta ai lavoratori con figli del ciclo infanzia e primaria che, di fatto, è assolutamente in linea con quanto all’attenzione del Consiglio dei ministri.

Sono, pur sempre, provvedimenti che inaspriscono i controlli e promuovono nuove e più severe restrizioni, la cui utilità la vedremo (e ci sarà) tra una ventina di giorni, anche se resta di fondo il fatto che, non sarebbe da escludere (ipotizzabile) una maggiore serrata a partire proprio dalle scuole che potrebbero azzerare, in queste settimane, la presenza, anche del dirigente, in istituto. D’altronde sono misure eccezionali che sebbene apparentemente lesivi di alcuni diritti, in realtà, lo aveva affermato Conte, garantiscono il bene supremo della salute.

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