Coronavirus, ragazzi possono fruire del vasto patrimonio culturale virtuale del nostro Paese

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Coronavirus, patrimonio artistico virtuale per i ragazzi durante questo periodo in cui si deve restare a casa.

Patrimonio virtuale

Il Ministero dei Beni Culturali, come riferisce il Sole 24Ore, presenta un patrimonio culturale virtuale fruibile nei diversi siti web dello stesso.

Tale patrimonio è utile non solo per scopi prettamente didattici, in quanto legato ai programmi svolti dagli studenti, ma anche per il più generale fine di far conoscere lo straordinario patrimonio culturale italiano.

Ministero dell’Istruzione e Ministero dei Beni Cuturali, già da tempo, collaborano prevedendo attività e percorsi culturali per i nostri ragazzi.

Percorsi e proposte

Nel sito del Ministero, dedicato agli studenti, troviamo il Centro per i servizi educativi del museo (SED) e del territorio, ove tra i percorsi proposti abbiamo “Scopri il tuo museo”, dedicato ai i ragazzi tra 6 e 11 anni, con 40 mappe, relative ad altrettanti siti culturali, che permettono la realizzazione di varie attività didattiche.

Qui i diversi progetti proposti all’interno del CED

L’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, ricorda ancora il Sole 24Ore, rende fruibile una banca dati con le canzoni italiane dal 1900 al 2000., ove è possibile ascoltare estratti dei brani, dalle musiche moderne ai canti popolari, leggere storie degli artisti, consultare le classifiche discografiche di determinati periodi.

Viene infine ricordato l’archivio storico dell’Istituto Luce, dove si può accedere a oltre 77mila filmati e 431mila foto.

Perché?

Il viaggio nel patrimonio artistico, culturale e storico italiano si propone di suscitare la curiosità dei ragazzi, per far loro conoscere la nostra storia nei suoi diversi aspetti.

Queste, come riporta sempre il Sole 24Ore, le parole Maria Letizia Sebastiani, dirigente dell’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro. «Dobbiamo intercettare – spiega – la loro curiosità. Per farlo basta anche un solo particolare». Ci sono, per esempio, i 51 albi di fumetti dedicati che raccontano altrettanti luoghi d’arte: letture che possono esser complementari ai libri scolastici. «Ma ci sono sempre più – spiega Sebastiani – contenuti multimediali, video immersivi, come quello che abbiamo realizzato per raccontare la patologia della carta partendo dalle immagini di una biblioteca in fiamme o invasa dall’acqua. Sfruttando il concetto della sensorialità si spiega come si interviene, come si mette in sicurezza il patrimonio colpito e come lo si restaura. Si tratta di materiale che le scuole possono utilizzare. Questa emergenza ci deve stimolare a creare piattaforme usufruibili anche dal sistema didattico, spinti dalla convinzione che si può raccontare la cultura in modo più accattivante. Non c’è altra strada se vogliamo catturare l’attenzione dei ragazzi»

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