Coronavirus, Preside critica didattica a distanza: una fake, fiera del marketing aziendale delle scuole innovative

di redazione

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Addolorata Zingarello dirigente scolastica del 2° Circolo Didattico di Lecce, in un’intervista a Leccenews24, critica la didattica a distanza utilizzata nell’ultimo periodo per l’emergenza sanitaria.

Questa storia della “didattica a distanza” io la definirei piuttosto una delle tante fake che stanno circolando. Siamo piuttosto dinanzi ad un ingiustificabile delirio di vero e proprio “millantato credito” da parte della Ministra Azzolina, degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e di totale autoreferenzialità anarchica da parte dei dirigenti delle singole scuole autonome che hanno innescato una deplorevole competizione tra docenti e cosa gravissima una discriminazione generalizzata fra tutta la popolazione scolastica senza parlare delle strumentali e gratuite invasioni di campo da parte delle famiglie“, afferma duramente la preside.

La dirigente aggiunge poi: “Tutta l’operazione “didattica a distanza” si sta sostenendo con la personale disponibilità etica e deontologica dei docenti, entro i limiti di un “regime volontaristico” e quindi in modo diversificato, improvvisato, assoggettato molto spesso, a scelte ‘fai da te’ che hanno generato intollerabili storture sul piano delle implicazioni giuridiche, contrattuali e pedagogiche“. Secondo Zingarello i dirigenti scolastici “hanno improvvisato soluzioni creative imponendo modalità operative ai loro docenti, come attività ordinarie che rasentano il limite della “legittimità”, come quella di firmare il registro elettronico secondo l’orario scolastico quotidiano, ore di autoformazione…pur di partecipare alla grandefiera del marketing aziendale delle scuole innovative”.

Ciò che poi emerge dall’intervista rilasciata dalla preside è la grande disparità tra studenti nel poter usufruire della didattica a distanza: “C’è oltre un milione di studenti che non sono raggiunti dalla didattica a distanza,per vari motivi, disagio culturale, sociale etnico ed economico,ma anche per semplice libertà di opzione o per dislocazione abitativa non coperta da connessione o perché le postazioni familiari sono occupate dallo Smart Working dei genitori“.

 

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