Didattica a distanza: faticoso concentrarsi, dispersiva, metodo troppo simile a quello in presenza. Campione di 9.000 studenti

di Patrizia Del Pidio

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Didattica a distanza: faticoso concentrarsi, dispersiva, metodo troppo simile a quello in presenza. Campione di 9.000 studenti

L’Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze tecnologiche, Gap, Cyberbullismo) in collaborazione con Skuola.net, ha condotto uno studio intitolato “Giovani e Quarantena” su 9mila studenti  tra gli 11 e 20 anni evidenzia gli effetti del lockdown sui giovanissimi.

I giovani, infatti, sono quelli che hanno subito maggiormente gli effetti delle restrizioni a causa dell’emergenza sanitaria, prima fra tutte la chiusura della scuola che non solo ha ostacolato l’apprendimento ma anche la socialità dei ragazzi.

I 2 mesi di quarantena che i ragazzi hanno vissuto senza scuola potrebbe aver portato anche risvolti psicologi non da poco sui nostri ragazzi e infatti molti di essi lamentano aumento dell’ansia e della depressione.

Lo studio evidenzia che a incidere sullo stato psico fisico dei ragazzi è stato, in primis, un cambio nel ritmo del sonno. L’80% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di aver cambiato i propri ritmi sonno/veglia e circa la metà dichiarano  di subire risvegli notturni. Cambiano anche le abitudini alimentari dei giovano e circa la metà degli intervistati dichiara di mangiare di più (e a qualsiasi orario).

Lockdown e apprendimento

Ma come ha influito l’isolamento dei ragazzi sull’apprendimento? Sicuramente l’apprendimento a distanza è una delle grandi ombre di questo lockdown. La scuola via web non piace al 54% degli intervistati, un terzo dichiara, inoltre, che è più faticoso concentrarsi durante le lezioni e il 15% circa dichiara che la possibilità di poter utilizzare Pc e smartphone diventa una tentazione per fare altro durante le lezioni.

Agli studenti manca la presenza fisica a scuola e anche il contatto con i compagni.

L’apprendimento a distanza, quindi – secondo i risultati di questo parziale sondaggio- risulta dispersivo, faticoso e poco stimolante per gli studenti che, di conseguenza, stanno apprendendo molto meno di quanto avrebbero fatto in presenza.

Daniele Grassucci, direttore e co-founder di Skuola.net spiega Se più della metà dei ragazzi è insoddisfatta di come svolge lezione da casa significa che siamo ancora all’inizio di un percorso. In futuro bisognerà lavorare tanto sui contenuti, per rendere la didattica più coinvolgente: il metodo è rimasto lo stesso adottato in classe.”

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