Coronavirus, perché non si vende la cancelleria? Lettera

WhatsApp
Telegram
ex

Inviato da Davide Bassani – Gentile sig. Esselunga, premetto che apprezzo molto lo sforzo che Lei e i suoi dipendenti state facendo per garantire a tutti noi la possibilità di continuare a fare la spesa (beni essenziali!) in sicurezza in un momento particolare come questo.

Tuttavia, mi permetta di confessarle che sono rimasto sconcertato quando, stamattina , recatomi al reparto cancelleria, ho trovato del nastro bicolore e un cartello con scritto “merce non in vendita”.
So bene che per chi non ha figli o nipoti in età scolare il lavoro che stiamo svolgendo in questo momento è invisibile ma le assicuro che io e i miei Docenti siamo impegnati giorno e notte per garantire il diritto (costituzionale!) all’istruzione ai nostri alunni.
Non c’è bisogno che mi dilunghi nello spiegarvi che quando finiscono le scorte di quaderni, penne e matite si aggiunge un serio problema alle già innumerevoli difficoltà delle famiglie alle prese con classi virtuali, attività da svolgere, consegne da rispettare, problemi di connessione, dispositivi inadeguati etc.
Ci piacerebbe essere capaci di dematerializzare completamente la didattica ma mi creda, i quaderni ci servono ancora!
Sono rimasto ancora più sconcertato nell’apprendere che chi fa la spesa nei Vostri negozi può continuare tranquillamente a tingersi i capelli, lucidare l’argenteria o a farsi un grappino serale.
Conto sulla Sua intelligenza e sono certo che in una società adultocentrica e mi permetta, ancora un po’ troppo gerontocratica, Lei voglia differenziarsi ripensandoci e schierandosi dalla parte dei bambini anche perché lo confesso, lei mi sta più simpatico del sig. Amazon!

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur