Coronavirus, perché non attivare l’abilitazione on line per i precari? Lettera

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Inviato da Jennifer Caovilla – Nelle ultime settimane, stiamo assistendo a reiterate “rassicurazioni” del Ministro Azzolina in merito a una prossima emanazione dei bandi di concorso.

Concorsi che, con ogni evidenza, potrebbero difficilmente avere luogo prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.

Perché, dunque, non investire tempo e risorse per permettere ai docenti con più di tre anni di servizio di abilitarsi telematicamente?

Anche perché, qualora le prove dei concorsi ordinario e straordinario per il ruolo venissero effettuate fra l’estate inoltrata e l’inizio dell’autunno, la procedura finalizzata alla “sola” abilitazione slitterebbe di chissà quanti altri mesi, mettendo in difficoltà docenti e istituzioni.

Leggo la richiesta, da parte di colleghi, sindacati ed esponenti politici, d’immettere in ruolo i docenti sulla base delle graduatorie d’istituto: purtroppo, per quanto auspicabile, una soluzione di questo tipo non mi sembrerebbe concretizzabile, data la linea d’azione e pensiero dell’attuale Ministro.

Nel caso – remoto – in cui accogliesse la proposta, poi, ci sarebbe addirittura il rischio che i docenti delle paritarie e con servizio misto venissero, ancora una volta, insensatamente discriminati.

Perché non battersi, dunque, per un percorso finalizzato all’abilitazione, aperto davvero a chiunque abbia più di 36 mesi di servizio, svolti in qualsivoglia istituzione del sistema scolastico nazionale?

Per bandire e svolgere i concorsi – magari organizzati con maggiore logica ed equità – non è certo il periodo ideale. Ma per la creazione di un canale che permetta di abilitarsi a chi, quotidianamente, sta investendo tempo, risorse ed energie nella scuola, pur nella grottesca situazione attuale, il momento è maturo. Anche in vista dell’aggiornamento delle graduatorie d’istituto.

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