Coronavirus, non tutti possono stare a casa! Mascherine a dirigenti e ATA. Lettera

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Inviata da Eugenio Tipaldi – Con l’hastag “restateacasa “si sta creando il panico per chi deve andare comunque al lavoro perché i servizi essenziali non si possono interrompere. I lavoratori costretti si sentono carne da macello. Circa duemila miei colleghi dirigenti scolastici, presi dalla paura, hanno scritto una lettera alla Ministra dell’Istruzione per chiedere di chiudere del tutto la scuola. Qualche notiziario ha detto che siamo capitani che abbandonano la nave. Con questa lettera voglio dire che mi dissocio da questa lettera.

Se la scuola è considerata servizio essenziale, se devono restare aperti gli uffici pubblici (è chiaro che parliamo sempre in situazioni contingenti, perché potrebbe scattare, in caso di peggioramento della situazione da coronavirus, la misura di una chiusura di tutte le attività lavorative), e se ci sono adempimenti scolastici che non si possono svolgere da casa con il cosiddetto lavoro agile (organici,consuntivo,mobilità,ecc.), allora non possiamo comportarci come degli Schettino qualsiasi che lasciano la nave che affonda prima degli altri.

Va chiesto però al Governo che diano a tutti i lavoratori costretti a lavorare, e quindi anche ai Ds e agli ATA, i kit gratuiti per la sicurezza. E’ vero che a scuola ci può essere la distanza di sicurezza consentita (un metro di distanza), ma molti Ds e personale ATA viaggiano su mezzi pubblici e la distanza su di essi non sempre è rispettata. Dateci quindi le mascherine!

Capisco che quest’appello è utopico perché mancano le mascherine anche per il personale sanitario in prima linea nella lotta al coronavirus e che ringraziamo per la loro abnegazione, ma lo faccio lo stesso, perché la paura è giustificata ,il panico no.

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