Coronavirus, non siamo in guerra e scuola non è abbandonata. Lettera


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Inviato da  Ornella Franceschinelli – Lettera in risposta a “Emergenza Coronavirus: la scuola boccia il metodo Azzolina. Lettera”

  1. Non siamo in guerra, nonostante il lessico
  2. Non è iniziata una guerra civile (inizierà forse con articoli del tenore di quello pubblicato). Da docente non mi sento schierata in opposizione al Ministero dell’Istruzione e non mi pare lo siano i miei studenti con le loro
  3. Non mi è parso nemmeno che la Ministra abbia ostentato sicurezza, ma abbia invece cercato di sostenere il lavoro della Scuola
  4. ”La scuola non si ferma” non è un motto assimilabile alla difficoltà di decretare la zona rossa in Val Seriana e in generale ai provvedimenti relativi ai comparti produttivi della nostra società.
  5. Da bergamasca posso dire che “Bergamo non si ferma” non è un invito ad uscire di casa e a spendere.
  6. Quali sono le scelte azzardate, inefficaci, controproducenti? Il provvedimento che ho più ampiamente criticato è stata proprio l’assegnazione degli 85 milioni alle Scuole per la didattica a distanza: avrei preferito che anche questi fondi arrivassero alla sanità.
  7. Nell’articolo segue una serie di lamentele indirizzate al Ministero che potrebbero trovare una momentanea soluzione in attesa che la situazione critica venga.
  8. La Ministra non ha “abbandonato” il mondo della scola. Ha anticipato che provvederà a fornire indicazioni in merito agli Esami una volta rivalutata l’emergenza sanitaria in vista della scadenza del 3 aprile. Stessa cosa per i privatisti.
  9. La difficoltà di annullare gli Esami di Stato della scuola media superiore rimanda anche al nostro sistema scolastico, differente da quello dei altri Paesi; ma anche a tal proposto siamo in attesa di ulteriori indicazioni.
  10. Difficile sapere chi stia ascoltando la Ministra, che appartiene ad una parte politica ma nel contempo non può ignorare un’opposizione polemica e a volte “sciacalla”.
  11. I consensi verranno valutati nelle urne.
  12. Come si può parlare della maggioranza delle persone coinvolte? Abbiamo forse un sondaggio o parliamo d’impressioni o di opinioni, queste sì che potrebbero essere contagiose?
  13. Da insegnante non mi sento sola, disperata, abbandonata e distrutta. La parole hanno un peso.
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