Coronavirus, nella didattica a distanza non dimentichiamo di relazionarci con i nostri alunni. Lettera

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inviata dal Dirigente Scolastico Anna Maria Lo Piccolo – Dalla psicologa di Skinneriana  memoria e dai tantissimi contributi di ricerca scientifica, succedutesi nel tempo e nello spazio, importantissimi, non sottacendo la prospettiva interdisciplinare assunta dalle “neuroscienze “che hanno posto seri “ancoraggi ” etici ,soprattutto, a mio avviso, in ambito tecnologico e in campo comunicativo/relazione (si dice, infatti, di “comunicazione “tra menti altre” “),oggi, si pone l’esigenzialita’, socio/politica, di approdare, telematicamente, all’istruzione a distanza (vedi” le provvidenze” Ministeriali rivolte alle scuole e quanto coinvolgente le stesse Università, appello rivolto a tutti , per contenere la diffusione del coronavirus)

Considerando che le “energie ” docenti, lodevolmente, si sono messe già alla prova onde limitare “le vacanze ” dal servizio scolastico/universitario da parte dell’utenza, mi sembra augurabile  esporre qualche ” elemento discorsivo ” circa la comunicabilita’ della “lectio” che fa riferimento alle sperimentazioni in atto e alle “buone pratiche”.
Credo che, in dette “circostanze formative” , verrebbe a mancare la comunicazione “faccia a faccia ” e si evincerebbe in particolare:
1)La inadeguatezza del feed/back da parte degli allievi;
2)La mancanza della relazionalita’  fisico/ambientale che da sola può porre  le basi per predisporre ad una conoscenza “autentica”;
3)La carenza dell'” esercizio ” delle abilità integrate .
Qualche “espediente compensatorio”, a tal riguardo, potrebbe essere quello di:a) realizzare il rapporto interattivo tra scuola/famiglia ovvero con l'”adulto di   riferimento “,per i più piccoli, e con l’utilizzo di altre tecniche informatiche per i più grandi;
b)utilizzare anche i cellulari/smartphone affinché si attivino buoni colloqui con detti adulti/ tutori tramite messaggistica e/o vere e proprie telefonate, attraverso l’utilizzo di agende numeriche e i contatti istituzionalmente programmati dai docenti e Dirigenti Scolastici e dai Professori con le famiglie o chi ne fa le veci o con i studenti da esperire tramite modalità informatico elettroniche.
Tali scambi potrebbero collegarsi a  domande da porsi alla fine della “comunicazione verbale virtuale ” o meglio dell’unità didattica trasmessa che  consentirebbe anche il controllo contestuale del risultato atteso e  conseguito (valutazione formativa del processo dispiegatosi attraverso la
micro-lezione).
Si potrebbe chiedere alle famiglie/tutori  quanto tempo ha impiegato l’alunno per svolgere il compito (insegnante, conoscendo l’allievo, può accorgersi delle eventuali difficoltà) oppure ciascuno secondo la propria creatività e  i bisogni dei soggetti educandi può inventare tante “opportunità ” operandi.
Oppure si possono scegliere forme diverse di immedesimamento con gli
alunni i quali possono esprimere  osservazioni, dubbi  ,chiedere spiegazioni  …  .
E chi più ne ha più ne metta…  .
Il tutto , ove ne occorra,  disinfettando, con poco, gli strumenti didattici usati.
Spero che possa dare un qualche aiuto ai docenti.

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