Coronavirus, maturità: non sarà a settembre. Commissione interna e tesina, no Invalsi e alternanza. Ipotesi e richieste

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L’avanzare dei contagi soprattutto nelle aree del Nord Italia, non lascia presagire una riapertura a breve delle attività didattiche nelle scuole. Con molta probabilità si tornerà a maggio, appena in tempo per le ultime operazioni prima degli esami di maturità.

No esami a settembre

Sembrerebbe una ipotesi ormai da scartare quella di un esame di maturità a settembre, con recupero delle attività didattiche durante il periodo estivo. A sgombrare dai dubbi lo stesso Ministro, che durante una intervista al canale La7 ha assicurato che non ci sarà alcun prolungamento dell’anno scolastico. Gli esami, quindi, si svolgeranno regolarmente nei tempi previsti. Sulle modalità il Ministero è già al lavoro. E già circolano proposte e indiscrezioni.

Commissioni interne

Molte le voci che chiedono le commissioni degli esami siano soltanto interne. Una decisione che, con molta probabilità, sarà pesa appena si avrà un chiaro definitivo e stabile dell’andamento epidemiologico da Coronavirus.

Tra i sostenitori, Mario Rusconi (ANP Lazio). “Con i dirigenti scolastici – spiega – stiamo valutando l’idea di chiedere solo commissioni interne. Avremmo, così, commissari che conoscono bene i loro studenti e i programmi effettivamente svolti, anche in queste settimane di didattica a distanza. Allo stesso tempo potremmo anche evitare tanti spostamenti, di tutti i commissari esterni che devono andare da una scuola all’altra”

Discussione su tesina?

Altra richiesta proviene dall’associazione degli studenti. Preoccupati per l’andamento dell’anno scolastico, chiedono “che si salti quest’anno la seconda prova scritta che dovrebbe essere sostituita da una tesina o elaborato su un argomento a scelta. Il colloquio orale dovrebbe partire proprio dalla discussione dell’elaborato”. Gli studenti chiedono anche che qualora uno studente non raggiunga una valutazione di sei decimi o superiore in una o più discipline, sia comunque ammesso all’esame di Stato in qualità di candidato interno, con valutazione “sei” nelle discipline in cui non ha raggiunto la sufficienza; che non si svolgano le prove Invalsi e che l’alternanza scuola lavoro non sia requisito d’accesso per l’esame di Stato.

No Invalsi e Alternanza

Ci sarebbe la volontà della maggioranza di rivedere le regole per accedere all’esame di maturità derogando il possesso delle ore di “praticantato” in presenza nelle aziende.

Ricordiamo, infatti, che per accedere alla maturità è necessario aver svolto ore in presenza pari a 210 ore negli istituti professionali, 150 ore nei tecnici, 90 ore nei licei.

A modificare la norma potrebbe essere una deroga contenuta in un emendamento da inserire nel primo provvedimento utile che consentirebbe l’accesso all’esame anche agli studenti che non hanno completato il monte ore.

Per quanto riguarda l’Invlasi, anche qui, se non si tornerà a scuola in tempi congrui all’espletamento obbligatorio per l’accesso all’esame, si dovrà pensare ad una deroga.

Azzolina, deve restare serio

Di una cosa pare abbiamo certezza, il Ministro non ha intenzione di fare sconti sulla serietà dell’esame. “L’esame di stato – ha detto durante una trasmissione del canale La7 – è uno degli aspetti più delicati. Io sto prospettando al ministero dell’Istruzione diversi scenari in base a quando le scuole si riapriranno l’esame sarà serio ma terrà in considerazione il momento di emergenza che stiamo vivendo, nelle prossime settimane daremo informazioni. Sarà tarato sulla base degli apprendimenti che gli studenti avranno raggiunto”.

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