Coronavirus, Mattarella: crisi non terminata, ora emergenza economica che apre a criminalità

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“La crisi non è terminata e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze e con i traumi prodotti anche nelle dimensioni più intime della vita delle persone”.

Lo ricorda il presidente Sergio Mattarella in un messaggio ai prefetti italiani in occasione del 2 giugno.

“La necessità di frenare la diffusione del virus ha imposto limitazioni alla socialità, sacrificando l’affettività e i
legami familiari; i più giovani sono stati temporaneamente privati dei luoghi in cui si costruisce e rafforza il senso civico di una collettività, primi fra tutti la scuola e lo sport; distanze e diffidenze hanno accresciuto le situazioni di solitudine e di marginalità delle persone più deboli, esposte a nuove forme di povertà, deprivazione e discriminazione, quando non di odioso sfruttamento.

Allo stesso tempo, la sospensione delle attività produttive e commerciali – aggiunge Mattarella – ha acuito le difficoltà degli operatori economici, rendendoli, inoltre, più esposti e vulnerabili ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata; nuove emergenze e incertezze
incombono sulle prospettive occupazionali di molti comparti da cui dipendono il benessere e la serenità di intere aree del Paese.

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