Coronavirus, l’85% dei giovani soffre d’ansia, noia e depressione causa lockdown

di redazione

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Una ricerca comparativa Se-B-Covid-19, diretta dall’unità di ricerca sulla Medicina Tropicale dell’Università di Oxford e curata in Italia dal Dipartimento di Scienze statistiche dell’Università di Padova, ha evidenziato come l’85% dei giovani siano soggetti ad ansia, noia e depressione.

Come riporta “Repubblica”, In Italia sono state intervistate mille persone dai 18 ai 74 anni (fra cui 607 lavoratori),tramite un questionario lanciato su Facebook e Instagram nei primi tre giorni di maggio, alla fine della prima fase del lockdown.

Le fasce d’età tra i 18 e i 29 anni e tra i 30 e i 44 sono quelle maggiormente colpite da ansia, noia, depressione, insofferenza per i limiti sociali e anche problemi di salute fisica. I giovani tra il 12% e il 16% hanno manifestato malcontento in seguito alla chiusura delle chiese e all’assenza delle messe. Ciò che ha preoccupato di più è la situazione finanziaria su quasi tutte le fasce d’età, dai 18 ai 64 anni, con picchi anche del 63%.

Durante l’emergenza e la chiusura di tutto, il 42% dei lavoratori a tempo determinato ha perso il lavoro, come anche il 35% degli autonomi. Riduzioni dell’orario lavorativo per oltre la metà (il 54%) dei dipendenti a tempo indeterminato, che sale al 60% per i contratti a termine e al 78% per i liberi professionisti. Il 94% di questi ultimi ha subito consistenti perdite di guadagno.

Il Nord-est dell’Italia ha subito perdite di posti di lavoro per il 21%, insieme al Sud e alle isole (23%), percentuale probabilmente legata al collasso del turismo. Più contenute le percentuali che riguardano il Nord-ovest (13%) e il centro (16%).

Per il 21% dei genitori con figli molto disagevole è stato il confinamento in casa in un’abitazione inadeguata.

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