Coronavirus: insegnanti riceveranno regolarmente stipendio marzo, accredito lunedì 23

Coronavirus, sospensione attività didattica in quasi tutte le scuole di Italia, chiusura nelle zone cosiddette “rosse”. Proliferare di fake news. 

In questi giorni di emergenza coronavirus è stato detto un po’ di tutto: i social vengono inondati di messaggi senza alcun fondamento, le notizie si accavallano e spesso è difficile districarsi tra le fonti ufficiali.

Subito dopo l’annuncio della sospensione delle attività didattica una delle bufale diffuse sui social ha riguardato la mancata erogazione dello stipendio per gli insegnanti nel mese di marzo. Con una semplicistica equazione insegnanti a casa per quindici giorni: no stipendio.

Chiariamo che si tratta di una bufala, dal momento che la sospensione delle attività didattica è un evento di causa maggiore, non imputabile ai singoli, disposta con DPCM del 4 marzo 2020.  E lo stipendio è garantito dal Contratto nazionale.

Insegnanti non sono in vacanza

Inoltre, sempre per chiarire, gli insegnanti non sono in vacanza.

Già in numerosissime scuole la sospensione è stata occasione per attivare lezioni on line, la cosiddetta didattica a distanza, con numerose declinazioni.

In ogni caso un’occasione di aggiornamento per gli insegnanti, che già dalla giornata di martedì hanno cominciato a seguire i webinar messi a disposizione sulla pagina dedicata del Ministero.

Coronavirus, didattica a distanza obbligatoria e senza parere organi collegiali. Docenti al lavoro

Stipendio: accredito il 23 marzo

La data di accredito del mese di marzo è confermata per lunedì 23 nel caso dei docenti con contratto a tempo indeterminato o supplenza al 30 giugno o 31 agosto.

Per le supplenze temporanee la data di accredito sarà confermata da NoiPA, ma sarà come sempre alla fine del mese, dal 26.

L’importo dello stipendio di marzo è già consultabile su NoiPA. Il cedolino sarà visibile nell’area personale a ridosso del pagamento.

Perché stipendio marzo più basso

L’importo potrebbe essere più basso nel mese di marzo non per effetto del coronavirus, ma come conseguenza delle addizionali comunali e regionali che riprendono a gravare sugli emolumenti.

Per capire come le addizionali gravano sullo stipendio, NoIPA invita a consultare le aliquote disposte periodicamente da Comuni e Regioni.

Le addizionali regionali e comunali all’IRPEF sono calcolate sul reddito dell’anno precedente e applicate in nove rate da marzo a novembre.
Si aggiungono alle somme IRPEF dovute da ciascun amministrato, e sono versate direttamente alla regione e al comune di residenza. 
La determinazione delle aliquote d’imposta avviene su base periodica con delibera dei comuni e delle regioni.
La consultazione delle aliquote è disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze al link http://www.finanze.gov.it/ nella sezione “Fiscalità regionale e locale”

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