Coronavirus, in Francia riapertura scuola graduale. FI: in Italia si nasconde polvere sotto al tappeto

Macron ha annunciato la progressiva riapertura delle scuole. Forse è una scelta prematura, ma almeno ammette un problema, cosa che in Italia non è accaduta.

Lo ha detto ieri sera la presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Licia Ronzulli, in collegamento con Tg2 Post.

Il Presidente francese evidenzia le criticità ponendo una questione di disuguaglianza, non tenta di nascondere la polvere sotto al tappeto come in Italia dove governo e ministro Azzolina dicono che va tutto bene e sparano percentuali di studenti in didattica a distanza inesistenti, quando l’Istat comunica che ben un terzo delle famiglie italiane non possiede un pc.

Macron si preoccupa del diritto a una scuola uguale per tutti, il governo italiano forma studenti di serie a e studenti di serie b e, oltretutto, dice bugie per difendere questa scelta. In Italia, invece, tutti abbiamo capito che le scuole non riapriranno, ma il governo non lo dice, mi domando cosa aspetti a comunicarlo alle famiglie“.

E in effetti, riferisce Ansa, il discorso con cui Emmanuel Macron ha annunciato ieri sera in tv una proroga delle rigide misure di confinamento fino all’11 maggio e altre disposizioni per debellare il coronavirus ha convinto due francesi su tre. Lo dice un sondaggio realizzato dall’istituto OpinionWay-Square per Les Echos. Macron ha convinto il 62% dei concittadini.

La proroga fino all’11 maggio viene comunque approvata dall’83% e sono il 90% ad approvare l’uso sistematico della mascherina, per alcuni casi, dopo l’11 maggio.

Maggiore scetticismo vi è rispetto alla progressiva riapertura delle scuole dalla stessa data, ma su questo, infatti, già da stamani c’è stata la sostanziale frenata di Jean-Michel Blanquer. Il ministro dell’Istruzione ha precisato, in particolare, che “non tutti” torneranno a scuola allo stesso momento e che comunque la scuola “non sarà obbligatoria”. Priorità verrà data agli studenti che vivono nei contesti sociali più difficili: “Bisogna dare priorità ai ragazzi che potrebbero andare alla deriva a causa del confinamento”, ha detto Blanquer.

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