Coronavirus, i centri estivi pensano all’estate dei ragazzi, ma senza direttive nazionali

Stampa

Nel decreto che dà disposizioni sulla Fase 2 non c’è nulla sulla riapertura dei centri estivi, che ogni anno accolgono migliaia di ragazzi e bambini alla fine della scuola, mentre i genitori continuano a lavorare.

Gli operatori lamentano la mancanza di linee guida, anche se le idee non mancano.

Il Comune di Firenze ad esempio ha già predisposto un piano dettagliato che ha consegnato al ministro Bonetti: l’idea è quella di formare piccoli gruppi di bambini, che possano giocare sotto sorveglianza a distanza dagli altri; anche per i pasti si procederà a fornire cestini individuali e si mangerà a distanza gli uni dagli altri. Anche i pulmini dovranno trasportare piccoli gruppi, da 30 a 10 passeggeri. La sanificazione deve essere continua.

Il tempo però per organizzare è poco, considerato che non c’è una direttiva nazionale: occorrono regole certe, lamentano gli operatori.

Stampa

Graduatorie terza fascia ATA: incrementa il punteggio con le offerte Mnemosine, Ente accreditato Miur