Coronavirus, gruppo di docenti chiede di poter devolvere 500 euro carta docente ai bisognosi

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Parte da Modena un’iniziativa che farà discutere. Un gruppo di docenti scrive alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina e al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, affinché una parte somma della Carta docenti sia devoluta a chi sta male in questo brutto periodo.

“La piccola somma annuale destinata agli aggiornamenti culturali – scrivono i docenti – è stata ed è necessaria per migliorare la nostra crescita umana e professionale. Non offriamo il superfluo: ci costa sacrificio, ma sentiamo come dovere oggi più che mai privarci di un poco per rinforzare i legami sociali. Questo dono vuole essere un’alleanza sociale. Il nostro contributo potrebbe essere utile per i bisogni sociali ed educativi delle fasce più deboli della popolazione studentesca; per chi lavora nella scuola a progetto e con gli istituti chiusi non può più portare avanti i progetti; per tutor, educatori, enti di cultura e di spettacolo che con il loro lavoro hanno arricchito le proposte didattiche e oggi non possono più farlo. Ma non solo. Consapevoli che oltre i bisogni urgenti nel mondo dell’istruzione, c’è anche chi non riesce a fare la spesa, chi non ha casa, non ha più un lavoro, non riesce a immaginare un futuro, chi non ha ancora protezioni adeguate contro il contagio da Covid-19, anche da queste disperazioni ci sentiamo coinvolti e chiamati”.

L’iniziativa richiama l’appello che avevamo raccolto poco tempo fa in un’intervista nella quale due professoresse, poi contestate da centinaia di colleghi sui social, avevano rivolto alla categoria affinché l’uno per cento dello stipendio di marzo fosse devoluto su base volontaria alla Regione a Emilia Romagna affinché fosse più girato alle persone che stavano per perdere il lavoro è il reddito a causa della crisi economica indotta dall’epidemia.

Ma veniamo alla lettera di oggi. “Presidente Conte, ministra Azzolina, iniziamo dicendovi grazie – scrivono i firmatari il cui nome riportiamo sotto – E non è necessario specificare di cosa e perché. Saremo di poche parole, consapevoli che sottrarvi più del tempo necessario oggi sarebbe pretenzioso.Siamo un gruppo di insegnanti della scuola pubblica , di vari gradi di scuole e diversi ambiti territoriali.In quest’“ora buia”, che si impone senza appello sulle singole vite, sull’intera comunità e sul mondo tutto, che ci lascia senza fiato ma col dovere della speranza, che annuncia cambiamenti definitivi, sentiamo di poter fare di più. Non siamo ricchi, lo sappiamo tutti, ma oggi ci sentiamo più fortunati di tanti altri, e questa condizione ci chiama a rispondere con uno sforzo d’impegno. Abbiamo lanciato la campagna #mettiamocilacarta, perché vorremmo poter contribuire, con una parte del denaro che abbiamo a disposizione sulla nostra Carta Docente, agli interventi per l’emergenza in corso. La piccola somma annuale destinata agli aggiornamenti culturali è stata ed è necessaria per migliorare la nostra crescita umana e professionale. Non offriamo il superfluo: ci costa sacrificio, ma sentiamo come dovere oggi più che mai privarci di un poco per rinforzare i legami sociali. Questo dono vuole essere un’alleanza sociale. Il nostro contributo potrebbe essere utile per i bisogni sociali ed educativi delle fasce più deboli della popolazione studentesca; per chi lavora nella scuola a progetto e con gli istituti chiusi non può più portare avanti i progetti; per tutor, educatori, enti di cultura e di spettacolo che con il loro lavoro hanno arricchito le proposte didattiche e oggi non possono più farlo. Ma non solo. Consapevoli che oltre i bisogni urgenti nel mondo dell’istruzione, c’è anche chi non riesce a fare la spesa, chi non ha casa, non ha più un lavoro, non riesce a immaginare un futuro, chi non ha ancora protezioni adeguate contro il contagio da Covid-19, anche da queste disperazioni ci sentiamo coinvolti e chiamati”.

“Su come realizzare concretamente questa iniziativa – proseguono gli insegnanti – non abbiamo molte idee, la più praticabile ci è sembrata la seguente: che dal MI venga aperta sulla Carta Docenti una icona donazioni attraverso la quale ognuno di noi possa destinare a questa raccolta quanto può, non sta a noi indicare la quantità del dono. Certi però che tecnicamente ci sarà qualcuno più capace di noi, fidiamo in chi ne ha competenza per trasformare la nostra idea in azione concreta d’aiuto. La campagna #mettiamocilacarta proseguirà intanto sui social per raggiungere quanti più docenti sarà possibile e ci auguriamo che in tanti risponderanno all’appello. È tempo di esserci, e noi vogliamo dire all’Italia che soffre e spera che ci siamo”.

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