Coronavirus, Gavosto: rientro a scuola con didattica mista, lezioni anche di pomeriggio, utilizzare anche cortili e aree verdi

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Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, ha esposto il suo parere sul ritorno a scuola in un articolo su Repubblica.

Secondo il direttore è impensabile paragonarsi ad altri Stati europei, come la Danimarca, che hanno pensato a protocolli di rientro basati sulla distanza e sui dispositivi di sicurezza.

In Italia sarebbe davvero difficile applicare le stesse regole: “Se dovesse essere di 2 metri – come a Copenhagen – per una classe di 20 alunni servirebbero aule di almeno 125 metri quadrati. La dimensione media delle aule italiane è poco più di un terzo. Ma la difficoltà prosegue nei corridoi, sulle scale, all’ingresso, fin dai mezzi pubblici.” scrive su Repubblica.

Bisogna pensare, continua, ad una didattica mista: “Ridurre il numero degli allievi in classe, immaginare forme di turnazione e accesso differenziato, estendere la frequenza al pomeriggio e dunque anche il lavoro dei docenti, modificare il monte ore, utilizzare per la lezione anche altri spazi, inclusi cortili e aree verdi (che da noi sono circa due terzi della superficie a terra delle scuole, sebbene con forti differenze per epoca di costruzione), forse immaginare – come a Berlino – una selezione delle materie. E altro ancora. Penso, però, che in ogni caso si dovrà fare un mix di ingredienti diversi per trovare la ricetta giusta, che per ora nessuno ha. Un ruolo avrà ancora la didattica a distanza. Non perché si voglia sostituirla alla didattica in presenza, che resta essenziale e il cuore del processo educativo. Ma, poiché non tutti potranno rientrare nello stesso momento, la DaD è una buona risorsa in più, specie alle superiori.”

“Abbiamo quattro mesi per pensarne di articolate e adeguate” conclude Gavosto.

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