Coronavirus, Frate (Gruppo Misto): stabilizzare tutti i precari

di redazione

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L’On. Flora Frate (Gruppo Misto) ha pubblicato un post su FB sui problemi della scuola in questo momento di emergenza.

Ci sarebbero tante cose da dire, ma non posso che soffermarmi di nuovo sulla scuola perché credo che su questo argomento si snodino una trasversalità di temi che fanno emergere le sempre più imminenti complessità legate al momento, unico e drammatico, che stiamo vivendo.

Probabilmente – e non posso che augurarmelo fortemente – dallo stato di emergenza ne usciremo presto, anche grazie alle misure restrittive che stiamo adottando. Ma fin quando non avremo il vaccino, verosimilmente questa storia ce la trascineremo dietro per un bel po’ e con tutte le pesanti conseguenze in termini economici e sociali. Anche perché la ripresa, poi, non sarà facile.

Come è già stato detto da alcuni miei colleghi – quelli preparati, intendo – e dal Presidente del Consiglio, credere che ci libereremo dal virus in soli due mesi, è un grave errore. E chi lo sostiene, anche indirettamente, non ha capito assolutamente nulla.

Proprio per questo motivo non credo che per la scuola sia efficace proporre un corso serale estivo di recupero. Non sarebbe meglio, invece, assumersi la responsabilità di promuovere tutti gli alunni con percorsi altamente semplificati? Non fosse altro che per il bisogno di anteporre la politica ad uno stupido rigorismo, prospettando soluzioni percorribili e certe fin da adesso.

A questo si aggiunga l’incombente problema dell’aggiornamento delle graduatorie delle fasce di istituto. Anche qui, occorre fare un ragionamento serio, attentamente ponderato, che abbia il baricentro nella proposta politica. Cosa accadrebbe se l’aggiornamento riguardasse, oltre i titoli e il servizio, anche la regione? Ci ritroveremmo, nel giro di un attimo, con un Sud affollato e quindi senza lavoro e un Nord senza più cattedre.

A scanso di equivoci voglio essere chiara: il punto non è impedire lo spostamento da una regione all’altra, ma garantire la tenuta del sistema scolastico con una proposta che sia strutturale, scongiurando storture perverse a danno di tutti.

Da questa situazione ne possiamo uscire solo con la radicalità della proposta politica che, a mio avviso, passa inevitabilmente per la stabilizzazione di tutti i docenti precari, con un piano di mobilità straordinaria che riveda il blocco quinquennale e con una ridefinizione organica delle classi di concorso.

Sono questi sono gli interrogativi cui la politica, unita e senza colori, dovrebbe cercare di rispondere. Quale migliore occasione per risolvere le contraddizioni di un sistema che ha dimostrato di non essere per nulla efficace?

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