Coronavirus fase 2, First: adottare misure di tutela maggiori per persone con disabilità

Sostegno

Comunicato First – In data 26.04.2020, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato il DPCM del 26.04.2020,
dove sono state previste delle misure di allentamento del lockdown, alcune delle quali riguardano direttamente le persone con disabilità e le loro famiglie.

La FIRST, alla luce delle dette disposizioni, intende fare delle ulteriori proposte che possono migliorare l’attuale condizione di vita delle persone con disabilità e delle famiglie che, come è noto, sono state duramente colpite dalla fase dell’isolamento, in modo certamente maggiore rispetto agli altri.

Pertanto, in vista della ripresa di molte attività produttive con conseguente incremento del rischio, anche e soprattutto delle persone con disabilità grave e gravissima, per le quali un eventuale contagio potrebbe avere una rilevanza grave da gestire;
Ritenuto il ruolo e la funzione attribuita alle Regioni in tema di monitoraggio e controllo delle misure, nonché in materia di gestione dei centri di cui all’art. 8 del DPCM;
Ritenuto, tuttavia, che le persone con maggiori fragilità sono anche quelle a maggiore rischio vita in caso di contagio, si rende assolutamente necessario che nei loro confronti si apprestino misure di tutela e di salvaguardia maggiori e più specifiche e che le stesse siano programmate e condivise con
il supporto delle associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in quanto solo queste ultime sono in grado di dare quell’apporto costruttivo necessario al fine di realizzare misure e provvedimenti adeguati alla specificità delle persone.

Tutto ciò ritenuto, la FIRST propone al Governo e alle Regioni che si adottino le seguenti misure integrative e migliorative.

In ogni Regione si predispongano gruppi di lavoro o task force che comprendano anche rappresentanti delle persone con disabilità e delle famiglie;

• Si appronti un protocollo standard finalizzato alla prevenzione e protezione dei nuclei familiari che hanno persone con disabilità e per tutti gli operatori socio – sanitari che li assistono a domicilio;

• Si predisponga una campagna capillare di tamponi preventivi e periodici e di test sierologici, in favore delle persone con disabilità e delle famiglie, unitamente a tutti gli operatori socio – assistenziali e socio – sanitari che svolgono le attività domiciliari e pressi i diversi centri indicati
nell’art. 8 del DPCM;

• Fornire a tutti i detti operatori strumenti adeguati di protezione al fine di garantire il massimo livello di sicurezza possibile per gli assistiti e per gli assistenti;

Le proposte FIRST

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